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SCENARIO/ 1. Forte: così gli “attacchi” giudiziari frenano l’Italia

Pubblicazione:mercoledì 16 febbraio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Non so bene cosa succederà adesso. È possibile che venga presentato un ricorso per impedire che un Tribunale si permetta di svolgere un processo che è riservato al Tribunale dei ministri, oltretutto senza le garanzie del rito ordinario, cosa che mi sembra al limite del colpo di Stato e frutto di un mostruoso abuso giuridico basato sull’interpretazione estensiva del diritto. Non è chiaro perché bisogna bloccare la crescita italiana, adesso che si è accesa quella globale, quando anche siamo alle prese con un già alto debito pubblico, solo per il gusto di “eliminare” il leader eletto dalla maggioranza degli italiani. Sicuramente abbiamo perso un sacco di tempo, e ne perderemo ancora, a causa di questa idea per cui bisogna “spodestare” Berlusconi per questioni che con la politica non hanno nulla a che fare.

 

Negli ultimi giorni, Giuliano Ferrara, sia in un’intervista che tramite Il Foglio, ripete che Giulio Tremonti sta forse cercando di “ostacolare” il piano di rilancio dell’economia. Cosa ne pensa?

 

C’è, secondo me, una difficoltà di dialogo tra Tremonti e gli altri ministri, ma non mi è chiaro da quale ragioni derivi. Forse non condivide alcune delle misure che si vogliono mettere in campo. Tuttavia, credo che nel momento in cui si parla di un piano di rilancio dell’economia egli non può far mancare il suo contributo, dato che la materia è in larga parte di sua competenza e ne è dunque corresponsabile. In ogni caso, lo sviluppo si può fare anche senza aumentare il deficit. Per esempio, come ho detto prima, le opere pubbliche possono anche essere finanziate dai privati. Tremonti può avere ragione a preoccuparsi dei conti pubblici, ma il problema delle coperture non deve diventare un pretesto per non fare niente.

 

Oggi al Senato verrà probabilmente approvato il Decreto Milleproroghe, che, tra le altre cose, contiene una tassa di un euro sui biglietti dei cinema. Siamo tornati ai tempi degli “assalti alla diligenza”?

 

Questa tassa serve a sovvenzionare l’industria cinematografica. Ma a mio parere questo è un errore, perché essa può finanziarsi sul mercato. Resta il fatto che è sbagliato introdurre un nuovo tributo attraverso un decreto dedicato alle proroghe: il concetto che esista un Milleproroghe a cui ci si abbarbica per metterci dentro di tutto è una cosa da vecchio regime. In questo decreto c’è anche un’altra “sconceria”: nelle città con più di un milione di abitanti, il numero degli assessori potrà salire da 12 a 15. Secondo me, bisognerebbe invece tagliare numero e retribuzioni dei politici negli enti locali. Senza dimenticare che eliminare o privatizzare certi enti sarebbe molto utile, dato che ci sono molte intraprese che in un’economia di mercato potrebbero svilupparsi e che adesso sono invece detenute da un potere politico.

 

(Lorenzo Torrisi)



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