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FIAT/ Tre manovre per sopravvivere a Volkswagen e General Motors

Pubblicazione:giovedì 17 febbraio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

I costruttori automobilistici che in queste settimane sciorinano dati di bilancio con fatturato e guadagni in crescita non stanno facendo i “numeri” sui mercati tradizionali. I veri affari si fanno solo sui mercati emergenti: lo sa bene Fiat, i cui risultati sono stati sostenuti dal mercato brasiliano, così come lo sa Volkswagen, che ha tre joint venture in Cina, e come lo sa General Motors, la cui rinascita è in larga parte dovuta al flusso di denaro fresco che arriva dalle vendite cinesi.

 

Il futuro delle aziende automobilistiche si gioca sui mercati emergenti. O meglio: chi lì non c’è, non ha futuro. Sudamerica, ma soprattutto Cina, Russia e anche il Maghreb, il Sudafrica, l’estremo oriente, Vietnam e Cambogia. Su questi mercati è la domanda che traina l’offerta, ovvero si fa fatica a costruire abbastanza auto quante i clienti ne richiedono. Inoltre, e non è una questione da poco, la scarsa cultura automobilistica rende il compratore non particolarmente attento alla qualità, alle finiture, all’innovazione tecnologica. Le auto non sono, nella maggior parte dei casi, quelle a cui siamo abituati in Europa, mentre i prezzi sono più o meno gli stessi. E per questo i margini sono maggiori.

 

Nei mercati maturi, invece, ci sarebbe bisogno di un vero salto tecnologico per convincere un po’ tutti a cambiare auto. L’auto elettrica è l’ipotesi che in questo momento va per la maggiore e sono già in campo strategie raffinatissime per dimostrare a tutti che siamo a un passo dal traguardo di un’auto che non ha bisogno di bruciare combustibili fossili.


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