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FINANZA/ La strategia cinese che può aiutare l’Italia

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Wen Jiabao e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)  Wen Jiabao e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

E questo nuovo profilo cinese sullo scacchiere internazionale è ormai realtà consolidata anche in Italia, basti ricordare quanto annunciato congiuntamente nell’ottobre dello scorso anno da Silvio Berlusconi e dal premier cinese, Wen Jiabao, ovvero giungere entro il 2015 a un interscambio di 100 miliardi di dollari. Nel frattempo, gli accordi commerciali siglati sono stati 10 per un valore complessivo di 2,25 miliardi di euro. Oltre a questi ci sono 7 accordi governativi. Per quanto riguarda gli accordi commerciali, sono state firmate due intese tra Huawei e Vodafone e tra Zte e Tiscali, due in materia di fotovoltaico con le italiane Italia Global Solar Fund e Bp Solar Italia, uno ambientale con il progetto di dissalazione tra Impregilo e Shangai Electric Group.

 

Tra Italia e Cina è stato siglato anche un accordo per l’importazione del marmo in Cina, uno per la fornitura di software alla Sanità cinese da parte di Dedalus, uno per la fornitura di apparecchiature mediche con Ima e uno firmato dall’Ice con il governo di Pechino per l’apertura di un centro di promozione delle merci italiane a Shanghai. Ma Cina significa anche capitale umano prezioso per le aziende italiane, sempre più interessate al know-how di studenti cinesi in grado di creare un link diretto verso il mercato del futuro. Rispondeva a questa esatta filosofia, il First Italy China Career Day, primo evento dedicato all’incontro tra imprese italiane e risorse umane cinesi ideato dalla Fondazione Italia Cina e organizzato in collaborazione con Assolombarda, Associna, con il Patrocinio del Consolato Generale di Cina in Milano e il contributo di Tenova, tenutosi nella giornata di ieri presso la sede milanese di Assolombarda.

 

L’evento ha visto la partecipazione di circa 30 aziende italiane e di più di 160 giovani tra laureandi, neo laureati e dottorandi cinesi in quello che è stato un vero e proprio seminario operativo diviso in due momenti: durante la prima sessione sono intervenuti relatori del mondo accademico, economico e specialisti del settore recruitment, mentre la seconda sessione è stata interamente dedicata agli incontri azienda/risorse cinesi. Seguendo l’esempio posto in essere ormai da anni da “Matching”, le aziende interessate a incontrare candidati cinesi hanno potuto usufruire di uno spazio dedicato nel quale valutare i profili e la preparazione delle risorse umane attraverso brevi interviste e colloqui mirati.

 

E i nomi presenti all’appuntamento parlano la lingua di un’iniziativa di primissimo livello: Alessandro Rosso, Boggio Casero, Brembo, Eldor, Elica, Ever Elettronica, Fendi, Ferragamo, Gi Group, Huawei, Iveco, Kpmg, Lavazza, Louis Vuitton, Manuli, Max Mara, Miglioli Group, Newa Tecno Industria, Ntv Alta Velocità, Oaktree Consulting, Pininfarina, Pirelli Tyre, Studio Legale Zunarelli e Associati, Tenova. Un primo appuntamento che, nelle intenzione degli organizzatori, si rinnoverà annualmente, anche a parti invertite: ovvero, studenti e dottorandi italiani che cercheranno di “vendere” il proprio capitale umano alla Cina e alle sue aziende.



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