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FINANZA/ La strategia cinese che può aiutare l’Italia

Wen Jiabao e Silvio Berlusconi (Foto Ansa) Wen Jiabao e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Sono circa 600 gli studenti cinesi che studiano negli atenei di Milano, mentre a livello nazionale gli studenti cinesi iscritti presso le nostre Università sono passati da 1448 nell’anno 2006-2007 a 4642 nel 2009-2010, con un aumento del 220%. La Fondazione Italia Cina ha aperto la Scuola di Formazione Permanente già da due anni, l’unica in Italia a offrire formazione manageriale in house nelle imprese italiane attraverso l’invio di personale altamente qualificato e con progetti realizzati su misura sulle esigenze della singola azienda. Nell’arco degli ultimi anni la Fondazione ha inoltre attivato percorsi formativi per oltre trecentocinquanta aziende, implementando una serie di corsi utili alla conoscenza commerciale e operativa con la Cina.

 

Quest’anno è stato attivato Business Italy, il primo corso di formazione per manager cinesi. La Fondazione, inoltre, propone un servizio di curricula online (italychina-jobs.org) che mette in contatto le risorse interessate a lavorare sul mercato cinese con le imprese socie della Fondazione, che possono accedere gratuitamente al database e ai contatti dei candidati. Riguardo al successo di questo primo appuntamento, il presidente della Fondazione Italia Cina, Cesare Romiti, ha dichiarato: «Sono sempre più numerose le aziende italiane e cinesi con sede in Italia che ricercano risorse cinesi nate nel nostro Paese o da molti anni residenti in Italia. Oggi le imprese che già operano con la Cina e che sono motivate a cogliere le opportunità derivanti dall’ingresso in questo mercato, hanno compreso l’importanza di affiancare personale cinese altamente qualificato al proprio team di lavoro. Anche attraverso il Progetto Uni-Italia, realizzato dalla Fondazione Italia Cina in collaborazione con Fondazione Cariplo, Ministero degli Affari Esteri e Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, si intende aumentare, qualitativamente e quantitativamente, il numero di studenti cinesi negli atenei italiani. Questi studenti si stanno rivelando indispensabili risorse per il mercato italiano».

 

Insomma, una nuova frontiera si sta aprendo e l’Italia non può permettersi di perdere il treno cinese che sta passando.

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