BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Ecco il piano che può aiutare i pendolari delusi

Pubblicazione:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Accade anche che gli “utenti” finiscano per essere talvolta meno rilevanti, nelle scelte di erogazione dei servizi e di gestione delle aziende pubbliche compiute dai manager e dai politici locali, degli stessi dipendenti e del gruzzolo di voti che detengono insieme alle loro famiglie.

 

La rivista per cui lavoro - Il Sole 24 Ore Trasporti - e io stessa siamo state spesso accusate di volere la liberalizzazione per la liberalizzazione e il mercato per il mercato. Non è così. Di fronte a un settore ingessato e in forte perdita, a stento in grado di guadagnarsi la sufficienza nei rilevamenti nazionali sulla soddisfazione degli utenti, l’apertura alla concorrenza e il ricorso alle gare è sembrata la strada maestra per livellare il campo di gioco e restituire economicità ed efficienza alle Spa pubbliche (visto che le private sono obbligate a chiudere i bilanci in attivo, pena i libri in tribunale). E per garantire bus e treni più frequenti, puntuali, puliti e confortevoli.

 

La scommessa è stata vinta a metà, anche perché gli operatori l’hanno giocata con una mano legata dietro la schiena. La gran parte dei Comuni e delle Province ha pensato più a salvaguardare l’esistenza delle proprie aziende che a soddisfare i bisogni dei suoi cittadini. Resta tanto, quindi, non solo «qualcosa che non va», come scrivono gli autori nella presentazione.

 

Solo restituendo centralità ai consumatori, coinvolgendoli, ascoltandoli e valorizzandoli, e rafforzando le Autorità di controllo e gli stessi controlli si potrà lasciare agli enti locali “la libertà” di scegliere con quale modalità gestire i servizi. Compresa la sussidiarietà e le non profit utilities.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.