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TASSE/ Campiglio: la ricetta francese per salvare le famiglie dalla crisi

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L’indagine World Value Survey ha un campione limitato e i suoi risultati vanno presi con giudizio, ma pur con questa cautela pare di dover concludere che, da un lato, l’istituzione della famiglia è un riferimento centrale della vita individuale in tutti i grandi Paesi, mentre, dall’altro, proprio gli Stati Uniti sono forse il Paese nel quale sono maggiori i tratti di amoralità di cui teorizzava Banfield. Forse non è un caso che l’intuizione di capitale sociale, cioè l’importanza cruciale di relazioni sociali che varchino la famiglia per coinvolgere la comunità, sia nata con Coleman e Putnam.

 

Sul piano economico, la famiglia rappresenta, insieme all’impresa, la fondamentale unità di decisione: le imprese domandano lavoro alle famiglie e offrono beni, mentre le famiglie domandano beni e offrono lavoro alle imprese. La decisione di un’impresa, come persona giuridica, è in realtà la decisione di una rete di persone le cui prospettive economiche e professionali dipendono dal conseguimento di un obiettivo comune, nel quadro di una struttura economica gerarchica e di comando. L’impresa è, come è stata definita con una felice espressione, una “scatola nera”, di cui nel corso degli anni si è compreso sempre di più e meglio, e la cui complessità cresce al crescere della sua dimensione. La “scatola nera” della famiglia è stata esplorata solo in tempi più recenti e, nonostante la sua minore dimensione, non con minori difficoltà, soprattutto quando si tenga conto della presenza dei figli.

 

Sono tuttavia differenti e complementari le ragioni sottostanti alle decisioni di imprese e famiglie: per le imprese, il criterio è quello dell’efficienza, mentre per le famiglie è quello del bisogno. In altre parole, l’offerta di lavoro dei componenti sul mercato viene remunerata sulla base di criteri di efficienza, mentre la domanda per beni e servizi, e la sua distribuzione all’interno dei componenti della famiglia, avviene sulla base dei bisogni. In questo senso, la famiglia che funziona realizza l’obiettivo comunitario “da ciascuno secondo le proprie capacità a ciascuno secondo i suoi bisogni”.

 

La famiglia moderna è, per sua natura, un’unità decisionale democratica, nel cui ambito le decisioni sono prese congiuntamente: secondo la più recente indagine Istat sulla vita di coppia, per la decisione sulla gestione dei risparmi il peso dell’uomo è uguale a quello della donna nel 61% delle coppie, mentre per le decisioni riguardanti l’educazione dei figli il peso di entrambi è uguale nell’83% delle coppie. Nelle coppie più giovani (25-34 anni), il 22,1% delle donne ha almeno un conto corrente personale, il 47,3% un conto corrente cointestato e il 27,9% nessun conto corrente cointestato, pur essendovi un conto corrente intestato all’altro coniuge. Non si conoscono le ragioni di quest’ultima quota - se economiche o di mancanza di uguaglianza sull’accesso alle risorse comuni -, ma ciò non deve oscurare il fatto che sussiste per il 72% delle donne all’interno della coppia una capacità economica.