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MANOVRE/ Bertone: ecco l’ultima arma di Tremonti per battere Merkel e Sarkozy

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Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Un ragionamento sensato, ma con un limite: nel computo del risparmio, si dovrà tenere innanzitutto conto della ricchezza finanziaria delle famiglie. E si scoprirà che, causa il deflusso del risparmio verso sgr estere, l’Italia ha perso il controllo di quote significative della sua ricchezza. Con la prospettiva di una vera e propria voragine se passasse in mano di operatori internazionali il controllo di Pioneer, la società di Unicredit, o di Eurizon, sotto il controllo di Intesa.

 

Il “ravvedimento” fiscale di Tremonti, insomma, si inquadra in una realtà politica ben precisa in cui l’Italia, che al solito si è mossa con grave ritardo, cerca di salvare il salvabile. Fino a ieri, infatti, si è parlato di sistema del gestito in ben altra chiave; il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha insistito solo sul nodo dei conflitti di interesse, sollecitando l’uscita delle banche dal controllo delle sgr: peccato che di azionisti pronti a subentrare se ne siano visti pochi, salvo alcuni private equity che non sembrano entusiasti dell’investimento effettuato.

 

Il sistema bancario, di suo, non ha certo brillato per efficienza: non ci sono stati i necessari accorpamenti a livello di sistema, con il risultato che in Italia figurano ancora più di 300 sgr che fanno capo ad almeno 80 gruppi bancari. Un po’ come capita per le utilities comunali, l’impressione è che le sgr servano soprattutto a garantire gettoni di presenza ai consiglieri. Infine, il disinteresse del ministero, che ha sempre guardato con diffidenza alla perdita di un gettito seppur iniquo, incurante della fuga verso Dublino o il Lussemburgo. Il risultato è che oggi il sistema dell’asset management europeo indirizza il 3,1% dei suoi investimenti azionari verso il mercato italiano.

 

Certo, Piazza Affari è quella che è. Ma è dimostrato che anche ai tempi della globalizzazione un operatore nazionale guarda con più attenzione alle evoluzioni del mercato domestico che ad altri campi di intervento. Senza dimenticare che la fuga dei gestori comporta fuga di cervelli, di investimento in software, in impieghi ad alto valore aggiunto a tutto beneficio delle località interessate: basti un giro a Edimburgo o a Boston per toccare con mano la ricchezza che scaturisce dalle fabbriche del denaro risparmiato dalle famiglie.


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COMMENTI
20/02/2011 - meglio tardi.... (attilio sangiani)

meglio tardi che mai. E' difficile credere che solo ora il ministro Tremonti,così chiaroveggente fin dagli anni '90 si sia accorto,come puire gli altri soloni della finanza..... Eppure sembra vero.