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MANOVRE/ Bertone: ecco l’ultima arma di Tremonti per battere Merkel e Sarkozy

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Di tutto questo, con ritardo, si sta accorgendo la classe dirigente del Paese, distratta da ben altri problemi. E così, dopo anni di scarsa attenzione, in queste settimane c’è stato un forte risveglio d’attenzione, vuoi da parte della Consob (che per la verità dovrebbe occuparsi d’altro), vuoi da parte della Banca d’Italia che dei grandi azionisti bancari, a partire da Giuseppe Guzzetti, numero uno della Fondazione Cariplo, e di Angelo Benessia, presidente della Compagnia di San Paolo. Tutti a chiedere che si proceda alle nozze tra Eurizon e Pioneer, punto di partenza di un processo di aggregazione che sta suscitando altri interessi.

 

Non a caso, Cesare Geronzi, nella sua intervista al Financial Times, ha fatto balenare l’ipotesi che anche Banca Generali si accinga a svolgere un ruolo di aggregatore, mentre si profila un merger tra la sgr di area Mps con quelle di Bpm. Qualcosa si muove, infine. Ma sarebbe stato meglio pensarci prima, imitando quel che hanno fatto i cugini francesi o d’oltre Manica che oggi, assieme a Deutsche Bank, hanno in mano le fabbriche prodotto più efficienti cui sono costretti a ricorrere, pagando un alto pedaggio, gli operatori nostrani.

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COMMENTI
20/02/2011 - meglio tardi.... (attilio sangiani)

meglio tardi che mai. E' difficile credere che solo ora il ministro Tremonti,così chiaroveggente fin dagli anni '90 si sia accorto,come puire gli altri soloni della finanza..... Eppure sembra vero.