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J'ACCUSE/ Così la "casta" della patrimoniale manderebbe a rotoli l'Italia

La proposta di una tassa patrimoniale per ridurre il debito pubblico ha molte più pecche che vantaggi, come ci spiega GIANNI GAMBAROTTA

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La vicenda della patrimoniale, ha scritto pochi giorni fa Ugo Bertone su ilsussidiario.net, sarà uno dei temi forti della prossima campagna elettorale che - credo immancabilmente - ci aspetta. E sarà un argomento che favorirà il Pdl, il centrodestra, perché potrà usarlo in ogni sede, in ogni dibattito, in ogni faccia a faccia con gli antagonisti, mettendo così in secondo piano spunti di discussione meno graditi come Ruby, i festini a Villa San Martino, le giovani igieniste orali amiche del premier fatte nominare consigliere regionali (e dunque messe su quel libro paga che alimentiamo tutti noi contribuenti).

È giusta l'annotazione di Bertone, è sottile, è da attento osservatore della complessa, e ahimè non appassionante, cronaca politica italiana. Ma prima di arrivare a queste valutazioni, penso ci siano ancora alcune cose da dire sulla patrimoniale, sul merito della proposta.

Anzitutto c'è una questione di bon ton, di immagine, o di decenza. Intendo dire questo: a parlare dell'imposta straordinaria sono stati Pellegrino Capaldo (intervista a Il Corriere della Sera), Giuliano Amato (su Il Sole 24 Ore) e Walter Veltroni (nel suo intervento al Lingotto). Il professor Capaldo è un giurista fra i più noti in Italia e può dire e proporre tutto ciò che crede. Ma Amato e Veltroni sono due politici su piazza da decenni: il primo è stato ministro e presidente del Consiglio; il secondo vicepresidente. Ora, non è accettabile che un politico italiano di lungo corso, corresponsabile del disastro finanziario deinostri conti pubblici, avanzi una proposta di qualsiasi tipo che mira ad aumentare il peso fiscale, senza avanzarne contestualmente una analoga per ridurre la spesa pubblica.

Questo è fondamentale: la spesa pubblica è esplosa dalla metà degli anni '80 creando uno stock di debito che ora ci sommerge, perché i politici l'hanno continuamente dilatata per comprarsi consenso elettorale, per appagare le loro clientele. Diciamo con chiarezza quello che è stato e continuaa essere: un immane e perenne voto di scambio. Ora, se bisogna aggredire il debito lo si faccia, ma si agisca anche sulla voce spesa. E a questo proposito, intanto che ci siamo, partiamo da una voce precisa della spesa pubblica: le remunerazioni dei nostri politici. L'abbiamo già dimenticato il libro “La casta” di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo?

Forse vale la pena di sfogliarlo di nuovo per rinfrescarci la memoria: vi si legge che i politici italiani guadagnano più dei loro colleghi inglesi, francesi, tedeschi. Ora, ci si aspetta che un politico con simili 740 se propone dei sacrifici per risolvere il problema del debito pubblico, quei sacrifici incominci a farli lui. Non sarebbe una misura decisiva, certo, ma sarebbe un segnale, un esempio. E come ha sempre detto Cesare Romiti, storico capo della Fiat, “l'esempio è la forma più alta di autorità”. Forse mi sono distratto, ma non mi risulta che i politici che teorizzano di patrimoniale si occupino anche di una riduzione delle loro indennità e del costo della politica in generale.


COMMENTI
02/02/2011 - meraviiglie dal cilindro del "dott.Sottile". (attilio sangiani)

l'on.Amato, (già vice di Bettino Craxi,uscito immune da "manipulite",forse "graziato" dai P.M. di Milano come Oscar Luigi Scalfaro.come Greganti e Achille Occhetto,come De Mita & C ...) non finisce di meravigliare. Sempre pronto a prestare le sue "sottigliezze" ....

 
02/02/2011 - J'ACCUSE/ Così la "casta" della patrimoniale ..... (alberto servi)

L'articolo di Gambarotta è quanto mai condivisibile. Con che faccia Veltroni può suggerire un prelievo forzoso dalle tasche del contribuente per ridurre il debito nazionale che è stato ingigantito agli attuali valori dalle politiche della sinistra ? Non ci dice mica che è pronto anche lui a fare dei sacrifici come ridursi lo stipendio allo stesso livello del polacco. Sarebbe ora che l'italiano si documentasse. Su internet alla voce "retribuzione parlamentari" ci sono i trattamenti europei 7000€ per il polacco, 62000 per il francese, 81000 e 840000 per il francese e il tedesco e 144000 per l'italiano ! Abbiamo una popolazione di 60milioni e 950 parlamentari. Negli USA sono 350milioni e hanno solo 600 parlamentari che si sognano il trattamento dei nostri rappresentanti. La politica per molti dei nostri è solo una "sistemazione". Non c'è nè selezione nè formazione come in Francia dove c'è l'ècole che sforna elementi presentabili. Troppi dei nostri, malgrado lo stipendio, sono solo padroni del loro dialetto e non capiscono un'acca di quello che viene detto. Ci vuole ben altro che la "patrimoniale" che servirebbe a perpetuare i vecchi andazzi. Vi ricordate di Amato, quello che ci ha prelevato i soldi dai conti correnti ?

 
02/02/2011 - Chi paga per chi? (Vulzio Abramo Prati)

La domanda che mi piacerebbe porre sia ai politici di lungo corso che all'illustre giurista è la seguente: se una persona decide di comprare una casa e accende un mutuo oneroso per 10 o 20 anni solo al termine dei quali la casa potrà definirsi effettivamente sua, in quanto come tutti (spero) sanno un'ipoteca è un forte vincolo sulla proprietà, nel caso venisse introdotta una patrimoniale sulla casa la suddetta persona la pagherebbe completamente o solo per la parte che esclude il debito ancora aperto? In caso la dovesse pagare tutta mi sembra che si troverebbe a pagare anche una "patrimoniale sul debito"! Vorrei poi far notare a questi signori che in momenti come questi di particolare crisi del mercato immobiliare anche solo l'annuncio dell'introduzione di patrimoniale deprime ancora di più il mercato aumentando altresì il danno erariale derivante da una riduzione di IVA sulle compravendite, imposta di registro ecc... Per quanto riguarda invece il danno politico per la loro parte allontanando queste proposte i moderati e i ceti medi, devo dire che questo mi preoccupa meno!