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GENERALI/ Chi vincerà il prossimo round tra Geronzi e Della Valle?

Oggi è in programma il cda di Generali, dove Diego Della Valle “sfida” il Presidente Cesare Geronzi. Il commento di MARCO COBIANCHI

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Nessuna persona seria può sostenere che chi sgomita per avere maggiore potere in Rizzoli lo fa per la sua redditività. Passata, presente e nemmeno futura. In parte, lo stesso vale per le Generali.

Vediamo i numeri. Il deficit di redditività della Rcs (sia capogruppo che la Quotidiani) associa sia il periodo pre 2004 (era Romiti) che quello post. Il fatturato è più o meno lo stesso di sette anni fa. Come ha ricordato Alessandro Penati, dal 2004 a oggi i margini della Rcs sono stati meno della metà della media dei suoi concorrenti europei (5,6% rispetto al 13,8%) e più bassi ancora di quelli italiani (9,8% Mondadori, 6,8% Caltagirone e 13,5% Espresso), mentre la quotazione del titolo è rimasta sostanzialmente stabile a un anno (1,1 euro circa), soprattutto grazie all’aumento di valore degli ultimi giorni.

Per quanto riguarda Generali, la raccolta vita aumenta, il comparto danni è in defict (sono stati chiesti incentivi governativi), il risultato operativo cresce, ma il fatturato resta il più basso tra quelli delle grandi concorrenti europee: 70 miliardi contro i 90 di Allianz e i 97 di Axa. I costi della compagnia, tra i quali occorre considerare quello, davvero notevole, del Consiglio d’amministrazione (15 milioni), sono i più alti e il titolo è passato, in un anno, da 16,9 a 16,2 euro.

Recentemente Goldman Sachs, Ing, Credit Suisse hanno abbassato il target price. Lo ha fatto anche Equita che ha significativamente cambiato idea nel giro di pochi mesi: a novembre lo aveva alzato e a febbraio lo ha ridotto, nonostante l’uscita dei dati dei primi 9 mesi 2010 (+46% l’utile netto).