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Economia e Finanza

IL CASO/ Sacconi vincerà la scommessa della "nuova" social card?

Il modulo per la richiesta della Social card (Foto Ansa)Il modulo per la richiesta della Social card (Foto Ansa)

Proprio l’elevato costo ha spinto il ministro Sacconi a rispedire al mittente la pur interessante proposta, presentando invece la via alternativa promossa dal Governo, inserita all’interno del decretone “Milleproroghe” che, dopo aver incassato il primo via libera al Senato, ha però subito ieri sera un inatteso stop da parte del Presidente della Repubblica.

 

La proposta Sacconi, se arriverà in porto, apre una via alternativa innanzitutto rispetto alla governance dell’iniziativa: l’idea del ministro è infatti quella di trasferire integralmente la gestione nelle mani degli enti della carità, che conoscono direttamente la platea dei bisognosi e dunque sono ritenuti in grado più di chiunque altro di selezionare la platea dei beneficiari e di tenere costantemente monitorato l’andamento della situazione, non solo economica, di queste famiglie. Saranno dunque le opere di carità, accreditate dai Comuni, a destinare le Card, che secondo le intenzioni dovrebbero finalmente diventare anche strumenti di interfaccia con il welfare locale, essendo prevista la possibilità per le amministrazioni comunali di “caricare” sulle tessere ulteriori servizi e agevolazioni (cosa che è accaduta molto di rado fino ad oggi).

 

La proposta prevede che la nuova Card governativa passerà per una prima sperimentazione annuale, per la quale sono stati destinati 50 milioni di euro (parte dei soldi risparmiati in questi anni, stante il numero di richieste decisamente inferiore rispetto alle stime iniziali), coinvolgendo un primo nucleo di città di dimensioni medie e grandi. La valutazione dei risultati di questa prima fase aprirà la strada, secondo le intenzioni, ad una definitiva messa a regime della misura.