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FINANZA/ 2. Così il petrolio può riportare il "panico" sui mercati

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Per Julian Jessop, della Capital Economics, infatti, «a oggi non c’è ancora da schiacciare il bottone con la scritta “panico”, per il semplice fatto che la Libia è sì un membro dell’Opec, ma con la sua produzione di 1,8 milioni di barili al giorno è al nono posto tra i dodici paesi, insomma un player piccolo. In linea di principio, ogni diminuzione libica potrebbe essere facilmente pareggiata da un aumento della produzione saudita, attualmente 3 milioni di barili in meno al giorno rispetto alla sua piena capacità stimata. I problemi sono due, però: primo, quell’aumento non può essere ottenuto dalla sera alla mattina e, secondo, c’è il rischio che il contagio delle violenze arrivi fino a Ryad. Queste ipotesi, seppur ipotetiche, sono scontate già oggi sui mercati».

 

Già. E l’Italia, così connessa alla Libia e al suo futuro politico? Lasciate stare la chiusura del gasdotto e l’andamento delle azioni come Eni e Impregilo: a spaventare, facendo ipotizzare esposizioni bancarie molto ampie a Tripoli da parte degli istituti italiani, è il dato dello spread tra Bund e bond decennale italiano, salito a 171 punti base pari a un rendimento del 4,86%, il massimo da due anni a questa parte: lo spread con la Germania, invece, ha raggiunto un massimo a 210 punti.

 

P.S.: Lunedì (forse) riaprirà la Borsa egiziana, dopo tre settimane di (inspiegabile) chiusura. In molti già si sfregano le mani, visto che come vi ho già spiegato le azioni delle principali aziende del Paese hanno continuato a essere trattate sull’Etf Egypt, “incaricato” anche di prezzarle in assenza di contrattazioni regolamentate. Chissà a quale valore aprirà, ad esempio, il titolo di Centamin Egypt, l’azienda che detiene la principale miniera d’oro del Paese. Nei giorni scorsi, i rumors strategici si sono sprecati a Londra, con dati discordanti rispetto al numero di lavoratori pronti a scioperare e, quindi, danneggiare la produzione: è il mercato che fa le notizie e quindi detta le regole. La storia è i suoi accidenti, anche quelli più violenti, sono accessori. Tutt’al più, variabili. Eterodirette.



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