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FINANZA/ 2. C'è un nodo politico che aggrava i debiti dell'Europa

Pubblicazione:venerdì 25 febbraio 2011

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La proposta delinea un approccio di mercato in due fasi. Nella prima, l’EFSF offrirebbe ai detentori di titoli dei paesi GIP (che abbiano accettato un programma di riassetto strutturale concordato con il Fondo e che lo stiano effettivamente attuando) di rilevarli ai prezzi prevalenti sul mercato secondario prima della definizione dei pertinenti programmi di riassetto strutturale, presumibilmente inferiori, anche in misura significativa, ai valori nominali. L’offerta resterebbe valida per non più di 90 giorni; le banche, si presume, avrebbero un forte incentivo ad accettare l’offerta, poiché l’alternativa sarebbe l’aumento degli accantonamenti per eventuali insolvenze.

 

Una volta acquisito il debito GIP, l’EFSF condurrebbe un’analisi approfondita della sostenibilità Paese per Paese, chiedendo misure addizionali (privatizzazioni, vendite di beni dello Stato, riforme previdenziali, aumento della pressione tributaria, riduzione di spese pubbliche, e via discorrendo). A questo punto inizierebbe la seconda fase, il cui elemento cruciale diventerebbero le condizioni a cui il Paese GIP dovrebbe rimborsare l’EFSF, divenuto se non l’unico, almeno il principale creditore estero.

 

Se, nonostante i titoli siano stati acquistati a un valore inferiore a quello nominale, l’onere del debito non fosse tale da assicurare crescita sostenibile, l’EFSF potrebbe concordare con il Paese GIP un ulteriore miglioramento dei termini (ad esempio, un ribasso dei tassi d’interesse), accompagnato da garanzie reali connesse, in vario modo, al patrimonio pubblico; il credito EFSF non avrebbe priorità rispetto a quelli di altri, al fine di facilitare il ritorno del Paese all’accesso al mercato internazionale dei capitali. Se necessario, il Fondo monetario fornirebbe un prestito-ponte a breve termine. La Bce potrebbe cessare il proprio “Securities Market Program” che avrebbe perso ragione d’essere. Il debito GIP verrebbe ridotto a livelli sostenibili e l’EFSF verrebbe rimborsato, ricostituendo, così, la propria dotazione. Che potrebbe, quindi, essere disponibile per altre operazioni di riduzione del debito senza ristrutturazione.


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