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Economia e Finanza

J'ACCUSE/ Silvio Scaglia e quella cattiva giustizia che fa più povera l’Italia

Silvio Scaglia (Foto Imagoeconomica)Silvio Scaglia (Foto Imagoeconomica)

2) Il confronto sulla carcerazione preventiva rischia di far passare in secondo piano uno dei temi più delicati sollevati dal processo: la principale accusa nei confronti di Scaglia si riassume nel concetto che lui, amministratore di una media azienda (3mila dipendenti) “non poteva non sapere” della truffa che è stata ordita ai danni dello Stato dall’organizzazione criminale. Certo, è quasi scontato che la truffa abbia richiesto dei contatti interni all’azienda. Ma a che livello? In realtà, Scaglia ha cercato di dimostrare che Fastweb ha effettuato tutti i controlli previsti dalla normativa della governance interna, più rigorosa, per verificare la legittimità dell’operazione. Può darsi che abbia ragione, oppure no. Ma, in assenza di contestazioni di fatto (nessun imputato del’organizzazione Mokbel ha una conoscenza, anche indiretta, con Scaglia, né c’è traccia di vantaggio economico in seguito alla truffa), l’imputato si ritrova a dover combattere contro “gravi indizi”.

 

3) Ma non dimentichiamo che, visto dal versante della governance societaria, la vicenda Fastweb ha messo a nudo l’estrema vulnerabilità del sistema di fronte alla legge 231 che, in caso di gravi violazioni, prevede il commissariamento dell’azienda incriminata. Normativa sacrosanta, salvo che, al momento attuale, l’onere della prova tocca alla società, in un clima di incertezza. La stessa Fastweb, allora quotata in Borsa, ha rischiato il commissariamento, scongiurato con la sospensione degli amministratori. È una spada di Damocle che di sicuro non avvicina il mondo del business internazionale all’investimento in Italia. Non è una bella pubblicità spiegare a un Ceo che, in caso di inadempienze fiscali di un sottoposto, può rischiare un anno di custodia cautelare.

 

È pronto un progetto di riforma che, in estrema sintesi, prevede che le società si diano regole precise, sulla base di indicazioni di legge. Toccherà al pm, a differenza di quanto avviene oggi, dimostrare la violazione di queste norme. Il testo ha sollevato aspre critiche da parte delle Procure, quasi che la riforma potesse rendere impossibili indagini in materia di reati finanziari.


COMMENTI
25/02/2011 - sotto lo stellone de noantri (Antonio Servadio)

credibilità dell’economia in campo internazionale? O suvvia, stiamo parlando di un apparato statale, fortemente statalistico, riparato sotto un orizzonte delimitato dallo stellone. Domando se forse la formazione professionale, in magistratura, comprenda la conoscenza di una lingua straniera, uno significativo stage di lavoro all'estero e un corso di economia e/o di relazioni internazionali. Non credo. Ma se mi sbaglio, per cortesia, avvisatemi. A preoccuparsi delle conseguenze internazionali (diplomatiche, finanziarie, imprenditoriali ecc.) delle vicende giudiziarie nazionali non sono i protagonisti, perchè non ne hanno alcun motivo. I danni li pagano sempre e solo altri: gli individui, le famiglie, le imprese, in generale: la nazione. Italia: paese socialista, mi dicevano in USA, ai tempi dell' URSS. "Socialista", non "sociale".