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ALITALIA/ Petrolio e Air France gli enigmi sul futuro di Colaninno e co.

Alitalia nel 2010 ha dimezzato le perdite e punta al pareggio nel 2011. Un risultato non facile da ottenere, come spiega SERGIO LUCIANO

Foto Ansa Foto Ansa

La classe dirigente italiana, soprattutto quella politica ma non solo, ha dimostrato continuamente, soprattutto negli anni di fuoco scanditi dalla crisi finanziaria iniziata nell’estate del 2007 con il crollo dei mutui subprime in America, una rigidità mentale che ha portato e porterà molte conseguenze negative.

 

Come ben dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, la crisi ha scatenato dei mostri che si autogenerano e mutano uno dopo l’altro. Dapprima il fallimento delle grandi banche - Lehman Brothers in primis, ma tante altre che non sono fallite soltanto grazie all’intervento degli Stati - poi l’esplosione del problema del debito sovrano in Europa, con l’emergenza in Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda, e ora la fiammata rivoluzionaria in Nord Africa, a sua volta indotta dalla crisi economica. Niente sarà più come prima, confini si ridisegneranno, grandi marche della finanza scompariranno o si fonderanno, istituzioni secolari cambieranno pelle e volto....

 

Eppure in Italia si continua spesso a ragionare come se tutto ciò si fosse verificato su un altro pianeta. Come se non fosse accaduto qui da noi, sotto i nostro occhi. Mentre invece, a voler essere conseguenziali, bisognerebbe cambiare atteggiamento sul futuro e - pur senza rinunciare a progettare - concentrarsi nell’ottimizzare la gestione dell’oggi, perché è l’unica maniera sicura di preparare il domani.

 

Un discorso che si attaglia perfettamente al caso Alitalia, che fece divampare accesissime polemiche tre anni fa, a cavallo delle elezioni del 2008 che condussero alla formazione del terzo governo Berlusconi. A fronte della linea precedentemente - e fallimentarmente - seguita dal governo Prodi, di vendere l’Alitalia all’unico offerente che si mostrò davvero interessato, cioè l’Air France, Berlusconi perseguì con insistenza la scelta di cedere la parte ancora salvabile della compagnia alla cordata tricolore, quella messa insieme da Roberto Colaninno, che pure comprese come socio di minoranza e partner industriale il colosso franco olandese Air France-Klm.


COMMENTI
01/03/2011 - ALITALIA/ Petrolio e Air France gli enigmi sul fut (alberto servi)

Ci fosse stato uno che mai ci avesse fatto pensare ai libri in tribunale e il costo del fallimento dell'Alitalia ! Tutti a casa in 20.000 a cercarsi un'altro lavoro, il contribuente a pagare molto di più, Spinetta a mettersi in tasca l'affare della vita e garantirsi il "feeding" dai nostri aeroporti per quello di Parigi per portare il passeggero in tutti gli angoli del mondo ! Il Ministro Burlando e Cempella nel 2002 avevano messo a punto il piano e le risorse per il collegamenti stradali e ferroviari Malpensa/Milano. Malpensa avrebbe avuto un grosso futuro. Lo avrà lo stesso come hub per i voli intercontinentali perchè gli aeroporti di campanile non sono dimensionati. Ma con interessi stranieri. I nostri Sindaci che vogliono ognuno l'aeroporto di campanile continueranno a PAGARE le "low cost" con i soldi del contribuente per averli alla porta di casa. Ricordatevi la guerra delle Compagnie straniere, Airfrance in testa. Con la chiusura di Linate avrebbero perso tutto il traffico. Il comitato di emergenza delle Compagnie straniere, gli allarmi delle tegole dei tetti che volavano al passaggio degli aerei a Malpensa era roba loro. Siamo i soliti "polli di Renzo". Dobbiamo dire grazie ai nostri politici per il dramma dell'Alitalia che fu, con i suoi 12.000 esuberi ! E ai tanti commentatori improvvisati e interessati

 
28/02/2011 - Oggi le comiche... (Guido Gazzoli)

trovo questa nota semplicemente comica : ma come si fa a sostenere un'operazione che e' costata a noi tutti la bellezza di 3,5 mld di Euro di fronte ad una Air France che ne avrebbe sborsati 5 per comprarla ? Come si fa a definire un successo un'operazione che ha dimezzato una Compagnia aerea e , nonostante gli enormi aiuti di Stato (altra tegola su di noi) dopo quasi 3 anni perde soldi ? Come si fa a sostenere una operazione che ancora registra esuberi ( circa 1000 tra Terra e Volo )....certo che se si legono solo i comunicati aziendali e le dichiarazioni dei responsabili va tutto a gonfie vele...