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Economia e Finanza

ALITALIA/ Petrolio e Air France gli enigmi sul futuro di Colaninno e co.

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I detrattori di questa soluzione dissero che si trattava di un mero artificio d’immagine, ma che in realtà la compagnia era già formalmente opzionata da Parigi. Colaninno e i suoi soci principali, oltre che l’amministratore delegato del gruppo Rocco Sabelli, hanno sempre escluso che vi sia alcunché di pattuito, di predeterminato. È chiaro che nel 2013, alla scadenza del patto di sindacato che lega i soci della cordata, tutto potrà essere messo in discussione, compresa la natura italiana dell’attuale compagine: ma se ne parlerà tra due anni. E quel che accadrà nel frattempo, lo sa solo Dio.

 

Si sa, invece, quel che sta accadendo, quel che è appena successo: che cioè l’Alitalia sta centrando tutti i suoi obiettivi. Ed è chiaro che continuando così si sta ponendo nella condizione migliore per arrivare all’appuntamento del 2013 da protagonista del suo destino, con la credibilità di un’azienda risanata e con una compagine proprietaria che potrà serenamente affermare di aver compiuto la sua missione. Si vedrà, allora, come procedere: se ancora in totale livrea tricolore o consolidando l’alleanza con Air France o in chissà quanti altri modi, per esempio diventando “aggreganti”, anziché “aggregandi”, cacciatori anziché prede... Si vedrà.

 

“Se saremo in grado di attuare i nostri programmi di crescita per il 2011, avremo bisogno di altre persone, di piloti e assistenti di volo”, ha addirittura detto Sabelli, pochi giorni fa. Perché nel 2010, la compagnia ha più che dimezzato le perdite operative, superando di gran lunga gli obiettivi di bilancio. La perdita è stata infatti di 107 milioni, contro i 274 del 2009, e la perdita netta è scesa dai 327 milioni del 2009 a quota 168. Il fatturato è salito a 3.255 milioni, i passeggeri a 23,4 milioni (+7,4%), superiore di oltre 2 punti alla crescita della domanda europea e sia pur di poco anche all’aumento della domanda sugli aeroporti italiani.

 

È chiaro che tutto questo viene oggi messo a dura prova dalla nuova crisi petrolifera indotta dalle rivoluzioni nel Maghreb e in particolare dalla guerra civile in Libia, ma anche in presenza degli aumenti del costo del carburante registrati in questi giorni, Sabelli ha confermato l’obiettivo del pareggio operativo nel 2011. Peraltro, gli aumenti colpiranno tutti i vettori: il vero rischio, semmai, è quello di una frenata del ricorso al volo aereo, indotta dall’instabilità di alcune aree, ma tutti gli indicatori prima della crisi parlavano di una domanda in sensibile aumento, anche perché è ormai chiaro a tutti - e i dati 2010 lo confermano, con il minor numero di incidenti aerei mai registrato nella storia - che il trasporto aereo è quello di gran lunga più sicuro.

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COMMENTI
01/03/2011 - ALITALIA/ Petrolio e Air France gli enigmi sul fut (alberto servi)

Ci fosse stato uno che mai ci avesse fatto pensare ai libri in tribunale e il costo del fallimento dell'Alitalia ! Tutti a casa in 20.000 a cercarsi un'altro lavoro, il contribuente a pagare molto di più, Spinetta a mettersi in tasca l'affare della vita e garantirsi il "feeding" dai nostri aeroporti per quello di Parigi per portare il passeggero in tutti gli angoli del mondo ! Il Ministro Burlando e Cempella nel 2002 avevano messo a punto il piano e le risorse per il collegamenti stradali e ferroviari Malpensa/Milano. Malpensa avrebbe avuto un grosso futuro. Lo avrà lo stesso come hub per i voli intercontinentali perchè gli aeroporti di campanile non sono dimensionati. Ma con interessi stranieri. I nostri Sindaci che vogliono ognuno l'aeroporto di campanile continueranno a PAGARE le "low cost" con i soldi del contribuente per averli alla porta di casa. Ricordatevi la guerra delle Compagnie straniere, Airfrance in testa. Con la chiusura di Linate avrebbero perso tutto il traffico. Il comitato di emergenza delle Compagnie straniere, gli allarmi delle tegole dei tetti che volavano al passaggio degli aerei a Malpensa era roba loro. Siamo i soliti "polli di Renzo". Dobbiamo dire grazie ai nostri politici per il dramma dell'Alitalia che fu, con i suoi 12.000 esuberi ! E ai tanti commentatori improvvisati e interessati

 
28/02/2011 - Oggi le comiche... (Guido Gazzoli)

trovo questa nota semplicemente comica : ma come si fa a sostenere un'operazione che e' costata a noi tutti la bellezza di 3,5 mld di Euro di fronte ad una Air France che ne avrebbe sborsati 5 per comprarla ? Come si fa a definire un successo un'operazione che ha dimezzato una Compagnia aerea e , nonostante gli enormi aiuti di Stato (altra tegola su di noi) dopo quasi 3 anni perde soldi ? Come si fa a sostenere una operazione che ancora registra esuberi ( circa 1000 tra Terra e Volo )....certo che se si legono solo i comunicati aziendali e le dichiarazioni dei responsabili va tutto a gonfie vele...