BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

SCENARIO/ 2. Bertone: così Marchionne e Merkel dettano le riforme all'Italia

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Per queste ragioni,c’è da diffidare del facile entusiasmo con cui si dà per scontato di poter invertire, con un colpo di bacchetta magica il trend dominante, liberando con riforme costituzionali l’Italia da lacci e lacciuoli scatenando chissà quali energie imprenditoriali sommerse. Per carità, di riforme da fare ce ne sono tante. Anche di pronto intervento: una terapia shock per detassare il lavoro femminile, contribuendo a eliminare un dei gap che separano l’Italia dalle altre economie dell’area Ocse. Certo, mancano gli asili, le scuole e le infrastrutture più necessarie. Ma non può essere una scusa per non eliminare un dei gap che frenano lo sviluppo, a danno delle famiglie.

 

Altra riforma possibile: il parziale disimpegno degli “over 50” a vantaggio dei giovani. In molti Paesi si consente ai più anziani di uscire dal ciclo di produzione per sostituirlo con un ruolo, essenziale, di formazione dei più giovani. Cala l’impegno, cala lo stipendio in attesa della pensione. Ma si apre spazio ai figli, favorendo il loro impiego più efficace in azienda. Fermiamoci qui: i giornali di questi giorni sono zeppi di consigli, spesso buoni, per rilanciare la crescita. Del resto, le formule e le terapie sono ben note. Forse troppo. Quel che manca è la capacità di esegure correttamente i compiti.

 

Insomma, meglio una manciata di vendite effettive di utilities, cacciando i consiglieri di nomina pubblica, piuttosto che riforme scritte sulla carta (o sulla sabbia?). Meglio sapere che ai vertici di Edison, tra un paio di mesi, non ci andrà un signore, pur degno, designato dalla Lega Nord o un ex sindaco di Milano, da premiare per la sua mancata candidatura a palazzo Marino: cambiamo i criteri di scelta, e saremo più credibili che a riscrivere l’articolo 41 della Costituzione. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
07/02/2011 - 'A morte 'e subbeto (improvvisa) (celestino ferraro)

Tituba Galli della Loggia e non sa dirci quale sia la strada migliore per affrontare coscientemente lo scorcio di Legislatura che scorre verso l’aprile del 2013. Ovvio, si capisce, che la strada migliore sarebbe non avere a che fare con gli Scilipoti la cui provenienza, comunque, è un VALORE smarrito dal Di Pietro ma ritrovato da Silvio Berlusconi post Finum fugatum. È assai capricciosa la politica e spesso si traveste da ancella che mesce il nettare degli dei per rabbonire i cerberi che vorrebbero la politica un susseguirsi di emozioni fredde, senza passioni. Sono gli uomini che hanno inventato la politica o essa è già inserita nel cromosoma genetico? Non so se posso azzardare, ma quando i grossi felini vanno all’attacco delle prede (antilopi o gnu per esempio) ho l’impressione che anch’essi concertino una politica strategica e partono all’attacco della preda con compiti ben distribuiti. Nella spartizione del bottino, sovente, qualche zampata di troppo ristabilisce le precedenze. Non è questa la politica? Sì, ho capito, lo so, lo so, la politica è l’arte del possibile: e allora, che fa Berlusconi? Fa il possibile e “Attacca il ciuccio dove vuole il padrone” (cioè lui). Ma questo è un paradosso … se avessi la ricetta giusta da suggerire, la terrei ben chiusa in cassaforte, al riparo anche degli spioni che i pm sguinzagliano sulle peste dei politici allo sballo. Salveremmo il salvabile e il popolo resterebbe sovrano sine die. Celestino Ferraro