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FINANZA/ La crisi che piace agli Usa per "ricattare" la Cina

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Tra venerdì 18 e lunedì 21 febbraio sono stati prelevati 30,4 miliardi di won (circa 27 milioni di dollari) dai depositi rispetto ai 21,4 miliardi prelevati tra il 14 gennaio e il 16 febbraio. «È chiaro che i diritti dei depositari e l’ordine del mercato del credito stessi saranno a forte rischio», ammette la FSC, mettendo però in guardia sul fatto che la corsa ai depositi potrebbe rendere la banca incapace di restituirli in pieno. Sempre martedì, giorno della sospensione, la Domin aveva deciso unilateralmente di chiudere alcuni rami operativi per disincentivare i prelievi, il cui numero e importo era stato calmierato d’imperio dalla direzione dell’istituto.

 

Insomma, si congelano le banche per evitare il loro fallimento, ma la mossa di Seul potrebbe non essere sufficiente a calmare correntisti spaventati e mercati già nervosi per quanto sta accadendo in Medio Oriente. Il settore delle casse di risparmio, come anticipato, sta soffrendo e molto per l’esposizione all’esangue mercato immobiliare coreano, un segmento limitato dell’economia e del settore finanziario del Paese, ma sufficiente a danneggiare irreparabilmente la fiducia dei cittadini verso il sistema oltre che il ruolo delle casse di risparmio nell’offrire credito alla classe lavoratrice e alle industrie che non hanno un rating di credito o collaterali che garantiscano prestiti presso banche commerciali. 

 

La situazione appare davvero critica se il presidente della FSC, Kim Seok-Dong, dopo aver chiesto ai correntisti di limitare i prelievi, si è spinto a effettuare un versamento pubblico di 20 milioni di won presso la Woolee Savings Bank al fine di rassicurare i cittadini sullo stato di salute della maggioranza delle casse di risparmio nazionali.

 

Normalmente queste ultime offrono prestiti a un tasso d’interesse più alto delle banche commerciali a soggetti privati o aziende che non possono per vari motivi ottenere denaro presso canali bancari tradizionali, ma nel 2005, quando i tassi d’interesse particolarmente bassi hanno accelerato il boom immobiliare, hanno cominciato a divenire leader nel finanziamento di progetti nel settore real estate, salvo pagarne il prezzo dopo il crollo di Lehman Brothers.

 

E che il tempo stia per scadere lo dimostra la decisione del governo di mettere in vendita d’imperio la Samhwa Mutual Savings Bank, poiché incapace di rispondere ai criteri regolatori sul capitale: detto fatto, la Woori Finance Holdings, la seconda finanziaria del Paese per numero di assets, se la prenderà a prezzo di saldo. È probabile, quindi, che si giungerà a una serie di acquisizioni forzate con la benedizione statale, ma a creare tensione è il potenziale contagio che potrebbe propagarsi alla Cina, il cui governo ha già dato vita a una politica di stretta del credito per evitare la creazione di bolle dovute al denaro a basso costo ed è intervenuto tre volte in quattro mesi sui tassi d’interesse per cercare di frenare la corsa dell’inflazione, stabilmente sopra il 5%.