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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Domani il d-day che può far scattare la recessione

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Ma a prospettare scenari foschi ci ha pensato ieri anche Goldman Sachs, la quale sospetta che l’Opec stia pompando più petrolio della sua quota concordata già da novembre, ovvero prima della crisi mediorientale e quindi per alzare la produzione dovrà mettere mano alle riserve. Per Jeff Currie, guru petrolifero della banca d’affari, la produzione saudita è già cresciuta di 700mila barili al giorno prima della guerra civile in Libia e dello shock petrolifero: «Pensiamo che la spare capacity (con questo termine si intende la differenza tra offerta e domanda nel mercato di un determinato bene. Da questa definizione risulta chiaro il ruolo della “spare capacity” come cuscinetto di sicurezza del mercato: quando la domanda cresce improvvisamente - ad esempio, per eventi come le rivolte mediorientali - si fa ricorso alle scorte di spare capacity accumulate nel tempo ma, chiaramente, quando queste vengono intaccate per un aumento della domanda, il mercato si fa teso e il prezzo del bene considerato tende a salire) dell’Opec sia già scesa sotto quota 2 milioni di barili al giorno. La questione, quindi, è capire quanta spare capacity rimane disponibile per assorbire eventuali blocchi in altri paesi».

 

Se questo quadro fosse reale, possiamo tranquillamente dire che siamo ai livelli che portarono agli aumenti folli di metà 2008. Superato un certo punto, infatti, la spirale dei prezzi esplode con forza ingestibile fino a quando il danno economico non fa crollare la domanda. La sola crisi libica, di fatto, ha già ridotto la spare capacity di un terzo e le speranze di una soluzione rapida a Tripoli stanno lasciando spazio ai timori di una prolungata instabilità: una decina di nuovi progetti estrattivi nel Golfo della Sirte previsti per la metà di questa decade, infatti, sono già stati postposti a data indefinita.

 

Chris Skrebowsky, direttore di Petroleum Review, è convinto che il crunch petrolifero, per troppo tempo negato, oggi stia cominciando a mordere: «Ci siamo crogiolati per anni sotto la confortevole coperta del fatto che la spare capacity esistesse, ma questo è pura finzione o, comunque, qualcosa di non realistico. Se togli dal quadro 2 milioni di barili al giorno, l’intera dinamica della fornitura globale di petrolio cambia». I dubbi, d’altronde, sono cresciuti parecchio dopo che un geologo saudita ha reso noto, tramite WikiLeaks, che le riserve del Regno sono sovrastimate del 40%.