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Economia e Finanza

FINANZA/ Pelanda: Italia e Usa tremano per lo tsunami giapponese

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A favore, invece, va valutato che il debito pubblico nipponico è quasi totalmente posseduto da entità nipponiche con interessi tenuti minimi e che la sua economia è la terza al mondo per volume. Alla fine, in sostanza, si tratta di trovare circa un trilione - mille miliardi - di dollari, ovvero attorno ai 700 miliardi di euro, per ricostruire l’area disastrata in modi che non facciano saltare il debito pubblico nipponico, crollare lo yen e, per contagio, devastare il mercatoglobale. Non è una cifra impossibile.

 

Formula tecnica? Ce ne sono parecchie e dipenderanno dal tipo di consorzio internazionale che si ingaggerà a garanzia del Giappone. Mi sento, ora, solo di suggerire che vedrei meglio un’operazione condotta dal G7. Senza la Cina. perché potrebbe essere troppo forte per Pechino la tentazione di usare la difficoltà del Giappone per annetterlo, eventualità in contrasto con l’interesse occidentale.

 

www.carlopelanda.com

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