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FINANZA/ 1. Dal Giappone una crisi in cinque "mosse"

Pubblicazione:martedì 15 marzo 2011

Foto Ansa Foto Ansa

La Borsa di Tokyo, nella prima seduta dopo il terremoto, ha chiuso a picco con l’indice Nikkei in negativo del 6,18% a 9.620,49 punti, sotto quota 10mila. Giù del 7,49% l’altro indice, il Topix, a 846,96 punti. Crollano i titoli automobilistici, elettronici e delle raffinerie e cioè le azioni delle aziende costrette a chiudere i battenti dopo il mega-sisma che ha sconvolto il Paese: il titolo della
Tepco, l’azienda responsabile della sicurezza e della gestione delle centrali nucleari, ha perso il 25%.

 

Nulla di non preventivabile, conoscendo i mercati. A preoccupare, invece, è un altro dato, di fatto scontato vista l’entità del disastro, ma foriero di possibili danni maggiori: la banca centrale del Giappone ha infatti comunicato che inietterà sul mercato liquidità per il valore di 15 trilioni di yen (pari a circa 130 miliardi di euro) per stabilizzare il sistema finanziario.

 

In un primo momento, era stata annunciata un’iniezione di liquidità da 7 trilioni di yen, cifra che è quindi ora raddoppiata nel giro di poche ore. La decisione del board, ovviamente, ha spinto al rialzo lo yen: nel primo pomeriggio il dollaro scendeva a quota 81,32 e l’euro a 113,28. Con le fabbriche chiuse e lo yen alto, addio export: il rischio, quindi, per il Paese con il secondo debito del mondo, è di quelli mortali.

 

Qualcuno, però, azzarda una tesi opposta: «La mia impressione iniziale è che la Bank of Japan avrebbe potuto fare di più, invece la sua politica notoriamente attenta e stretta sulla politica monetaria è rimasta intatta nonostante il terremoto: temo che la Boj non stia prendendo in giusta considerazione la grossa incertezza che circonda il Paese», dichiara Masamichi Adachi, economista alla JP Morgan Securities Japan.


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COMMENTI
15/03/2011 - Il Dio denaro. (Alessandro Sasso)

Meglio una guerra o un terremoto con annesso tsunami per muovere l'economia? Ah, questi cinici adoratori del Dio denaro... Quando li sento parlare del "costo umano" mi vien da ridere: sai che gliene frega a loro della morte di migliaia di esseri umani? Stanno già facendo i loro conti, quanto ci guadagneranno.... Ma, prima o poi, questa storia finirà.