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FINANZA/ 1. Dal Giappone una crisi in cinque "mosse"

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Quarta variabile, la possibile minor domanda giapponese per obbligazioni Usa. In tempi normali, infatti, un evento come quello giapponese avrebbe inviato un segnale chiaro ai mercati, ovvero rivolgersi alla sicurezza dei Treasuries Usa come copertura dal rischio. Venerdì, invece, i rendimenti sono saliti e, nonostante le molte spiegazioni, prima delle quali le prese di beneficio, c’è invece il timore che il terzo detentore di debito Usa dopo Cina e Fed potrebbe non avere abbastanza soldi per comprare Treasuries. La domanda è legittima, infatti: con i costi della ricostruzione destinati a schizzare alle stelle, ci sarà volontà di acquisire obbligazioni statunitensi oppure si opterà per strade e ponti? A oggi Tokyo detiene 882 miliardi di dollari di Treasuries, non noccioline.

 

Quinta e ultima variabile, l’impatto sul mercato azionario. Fatto salvo il tonfo del Nikkei, sembra che tra i tanti focolai di avversione al rischio presenti a livello globale, la crisi nipponica non dovrebbe impattare più di tanto. Per James Paulsen, capo economista alla Wells Capital Management, «nel periodo recente abbiamo visto molti eventi catalizzatori capaci di far contrarre il mercato e non penso che quanto avvenuto in Giappone possa incidere più degli altri». Certo, i titoli legati al settore assicurativo pagheranno lo scotto nel breve periodo (auguri ai sottoscrittori di cat-bonds!), ma parlando a livello più ampio e globale il rischio appare limitato: «Non penso che questa tragedia creerà paura o incertezza sui mercati. È stato un terremoto, un evento naturale: si riprenderanno e ricostruiranno», spiega ancora Gartman.

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COMMENTI
15/03/2011 - Il Dio denaro. (Alessandro Sasso)

Meglio una guerra o un terremoto con annesso tsunami per muovere l'economia? Ah, questi cinici adoratori del Dio denaro... Quando li sento parlare del "costo umano" mi vien da ridere: sai che gliene frega a loro della morte di migliaia di esseri umani? Stanno già facendo i loro conti, quanto ci guadagneranno.... Ma, prima o poi, questa storia finirà.