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Economia e Finanza

FINANZA/ Lo strano destino di Telecom tra Waterloo e Al Pacino

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Retorica, retorica, retorica. E arroganza aggressiva, non passione. Anche questa della “squadra favolosa” è una metafora sportiva, che non ha niente a che fare con i valori dell’uomo nel lavoro e nel mercato… ma tutto il video, ben al di là dello svarione, meriterebbe un’esegesi su questi criteri. Vecchi, offensivi della dignità dell’intelligenza della platea: ma chi l’ha detto che i venditori debbano essere trattati come imbecilli, come cani da riporto davanti ai quali sventolare la preda? Mistero.

 

Sono passati alcuni anni, Luciani è maturato e ha dimostrato che, Waterloo o non Waterloo, ha saputo portare all’azienda risultati determinanti. Complimenti per questi e per la meritata promozione. E naturalmente tutti gli auguri di riuscire a dimostrare la piena estraneità dall’accusa - in sé gravissima - che gli è stata mossa dalla Procura. Ma, soprattutto, l’augurio di non confondere più il mercato con un campo di battaglia.

 

È un cattivo pensiero che può anche sorgere spontaneo nella mente di un manager incalzato dai budget e dagli obiettivi di vendita, ma va comunque risospinto via, non elevato a canone ispiratore per i discorsi di incitamento. Un’idea, questa, che di giovanile e di innovativo non ha proprio un bel niente.

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