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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Il mix Giappone-Bahrain fa tremare i mercati

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Il problema è che gli analisti di Hsbc vedono analogie tra i pattern del crash del 1987, della crisi asiatica del 1998 e del collasso di Lehman Brothers: il rimpatrio violento e repentino di quella massa di yen investita in giro per il mondo che di fatto rappresenta un “fondo di crisi”. L’impatto, oggi, sarebbe poi ancora più duro visto che il Giappone andrà incontro a un periodo di depressione della crescita e dei consumi, oltre che di razionamento energetico dovuto alla chiusura di 11 reattori nucleari.

 

Detto fatto, l’appetito giapponese per obbligazioni di paesi come Brasile, Sud Africa e Australia è già sparito, tagliando di netto la principale forma di finanziamento fresco per quei paesi. L’effetto più grande di questa disaffezione verso i bonds è quello di una liquidazione di assets globali venutisi a creare durante gli anni d’oro del “carry trade”, quando assicurazioni, fondi ma anche impiegati e casalinghe giapponesi (la mitica signora Watanabe, come veniva scherzosamente definita nella City) andavano alla caccia di alti rendimenti all’estero sfruttando i tassi a zero. E questi assets includono equities britanniche, fondi di commodity, ma anche i bonds municipali Usa, la principale fonte di finanziamento delle città statunitensi e già definiti in ambienti finanziari come i “nuovi subprime” pronti a esplodere portando con sé bancarotte a catena.

 

Questo è il motivo per cui un terremoto, per quanto devastante, che ha colpito una regione che conta per il 6% dell’economia giapponese, sta di fatto innescando una reazione globale. Altri pericoli sono poi in agguato. CreditSights, infatti, ha messo sotto osservazione le prime tre banche giapponesi, le quali detengono 1 trilione di dollari di equities locali: queste holding sono già con l’acqua alla gola visto che l’indice Topix della borsa di Tokyo è già sceso una volta sotto la quota di emergenza di 800 punti, esattamente a 767.


COMMENTI
17/03/2011 - Ma quale ripresa? (J B)

"Per David Bloom, capo del valutario a Hsbc, «la gente pensava che la ripresa mondiale fosse autosostenuta e ora invece i mercati stanno cominciando a chiedersi se quanto sta accadendo possa spegnere ogni speranza in tal senso»" Ma che gente! La gente... di Bloom. Ma quale ripresa? Ma perfavore. Finiamo di prenderci in giro. Una ripresa basata su cosa? Sulle banche centrali che stampano (falsificano) moneta e monetizzano il debito? Non è mai esistita nessuna ripresa. Non hanno permesso una sana deflazione per curare i mali del precedente boom. Ed ora abbiamo solo ingigantito i problemi pre-2008 visto dai subprime siamo ora passati ai bond statali. Il Giappone dovrebbe far rivalutare lo Yen ed alzare i tassi di interesse. Quindi favorendo i risparmi che serviranno per la ricostruzione e dando maggior potere d'acquisto ai cittadini ed alle imprese che i materiali per la ricostruzione dovranno importarli. Poi il Giappone detiene qualcosa come oltre 800BN di T-bills. Quando li venderanno e smetteranno di comprarli (ricordiamo che recentemente anche Pimco ha smesso di comprare Tbills e che per il 70% (!!!) sono ora acquistati dalla Fed) arriverà un altro tsunami... ma questa volta di inflazione dei prezzi e direttamente in Us.