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FINANZA/ 2. L’Europa balla sui due "tavoli" della Merkel

Pubblicazione:giovedì 17 marzo 2011

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

In una nota commedia di George Bernard Shaw - “Il Dilemma del Dottore”- il protagonista, un medico, è posto di fronte a una difficile scelta: se salvare la vita al marito della propria amante o far sì, con mera inazione, che quest’ultima diventi vedova per convogliare con lei a nozze.

 

Un dilemma analogo è quello che ha il Cancelliere tedesco Angela Merkel: se incrociare le braccia, smettere (come vorrebbero i suoi elettori) di essere il prestatore d’ultima istanza dell’eurozona e, in effetti, mandare a gambe all’aria alcuni Stati dell’area dell’euro, e forse la stessa unione monetaria come la conosciamo adesso.

 

Al dilemma “alla Shaw” se ne somma un altro. Angela Merkel è alle prese con lo stesso dilemma di Otto Bismarck: la Germania imperiale guglielmina era, come quella di oggi, talmente centrale e talmente pesante in quello che allora veniva chiamato il “consesso europeo” che qualsiasi sua azione (specialmente di politica economica) incideva su tutto il resto d’Europa; al tempo stesso, però, non era così grande da potersi prendere cura dei problemi di tutto il consesso: impedire, ad esempio, il susseguirsi di guerre balcaniche, frenare il protezionismo imperfetto allora nascente, far evolvere armonicamente e positivamente l’unione monetaria “latina”, formata nel 1865 tra Francia, Belgio, Italia e Svizzera (a cui si aggiunsero Spagna, Grecia, Romania, Austria-Ungheria, Bulgaria, Venezuela, Serbia, Montenegro e San Marino) e sciolta nel 1927.


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