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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. L’Europa balla sui due "tavoli" della Merkel

La Germania ha in mano il destino dell’euro, ma Angela Merkel deve giocare questa partita su due differenti livelli. Ce li spiega GIUSEPPE PENNISI

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

In una nota commedia di George Bernard Shaw - “Il Dilemma del Dottore”- il protagonista, un medico, è posto di fronte a una difficile scelta: se salvare la vita al marito della propria amante o far sì, con mera inazione, che quest’ultima diventi vedova per convogliare con lei a nozze.

Un dilemma analogo è quello che ha il Cancelliere tedesco Angela Merkel: se incrociare le braccia, smettere (come vorrebbero i suoi elettori) di essere il prestatore d’ultima istanza dell’eurozona e, in effetti, mandare a gambe all’aria alcuni Stati dell’area dell’euro, e forse la stessa unione monetaria come la conosciamo adesso.

Al dilemma “alla Shaw” se ne somma un altro. Angela Merkel è alle prese con lo stesso dilemma di Otto Bismarck: la Germania imperiale guglielmina era, come quella di oggi, talmente centrale e talmente pesante in quello che allora veniva chiamato il “consesso europeo” che qualsiasi sua azione (specialmente di politica economica) incideva su tutto il resto d’Europa; al tempo stesso, però, non era così grande da potersi prendere cura dei problemi di tutto il consesso: impedire, ad esempio, il susseguirsi di guerre balcaniche, frenare il protezionismo imperfetto allora nascente, far evolvere armonicamente e positivamente l’unione monetaria “latina”, formata nel 1865 tra Francia, Belgio, Italia e Svizzera (a cui si aggiunsero Spagna, Grecia, Romania, Austria-Ungheria, Bulgaria, Venezuela, Serbia, Montenegro e San Marino) e sciolta nel 1927.