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FINANZA/ 2. La corsa di petrolio e yen fa paura ai mercati

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In effetti, negli ultimi anni il Giappone ha imparato a convivere con una moneta forte e questo non sembra aver danneggiato il suo export, ma un apprezzamento del 10% sul dollaro in pochi giorni è davvero troppo, visto che questi non sono tempi favorevoli a una politica di aggiustamento. Un balzo simile, in queste condizioni, si tramuta in una stretta monetaria, ciò che l’economia nipponica teme di più. Ma qualcuno non è d’accordo con quanto fatto dalle principali economie mondiali, come ad esempio Geoffrey Hood, professore emerito di economia alla Cass Business School di Londra, secondo cui «il G7 ha compiuto un grave errore intervenendo per controllare la volatilità dello yen. Il Giappone, infatti, beneficia di una valuta forte visto che l’aiuta ad aumentare le importazioni, ciò di cui ha bisogno in questo momento».

 

Più o meno della stessa idea è Brian Reading della Lombard Street Research, secondo il quale «il disastro ha ridotto le potenziali forniture e aumentato la domanda, situazione che quasi certamente eliminerà l’attuale surplus di conto corrente nipponico. Sia la domanda di import che le forniture di export saranno inelastiche: non può esportare di più, non può importare di meno. Questo è il momento giusto per fare cassa con le riserve di valute estere e tenere alto lo yen: non solo questo porterà beneficio in termini commerciali al Giappone, ma la vendita di riserve aiuterà a pagare i danni del disastro senza far crescere il debito governativo».



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COMMENTI
22/03/2011 - Carro davanti ai buoi (J B)

"... i cittadini giapponesi decidano di cambiare di colpo le proprie abitudini di una vita e spendano tutto in ossequio alle crescita economia, ribilanciando l’economia passando dall’export alla domanda interna...." E ci risiamo con Keynes. Spesa non significa crescita. Risparmi e produttività lo sono. Ora servono risparmi, quindi tassi di interessi più elevati e yen più forte come bene ciatato nel suo articolo. Dopo il disastro di Kobe nel '95, i giapponesi risparmiavano ancora intorno al 10%. Oggi siamo al 2%. (dati BOJ) Quindi, con uno Yen debole chi comprerà i bond che il Giappone deve vendere in modo da ricostruire la propria economia? La BOJ. Una soluzione sarebbe quella di non comprare più debito Us ed Europeo e di cominciare a scaricare i 900BN di T-bills che la BOJ ha in saccoccia. Dopo tutto, sarà stupido tenere dei dollari che continuano a svalutarsi ed a rendere nulla, no? Tutto logico verrebbe da pensare. Ma non per i keynesiani della BOJ. Auguri Giappone.