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FINANZA/ 2. La corsa di petrolio e yen fa paura ai mercati

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Certo, anche queste teorie hanno dei limiti. Nel breve termine, infatti, il Giappone lotterà per esportare di più e più importerà a buon prezzo ciò che serve per la ricostruzione, meglio sarà. Il problema è che appare poco probabile che, visto che le importazioni costano meno (grazie all’apprezzamento dello yen), i cittadini giapponesi decidano di cambiare di colpo le proprie abitudini di una vita e spendano tutto in ossequio alle crescita economia, ribilanciando l’economia passando dall’export alla domanda interna.

 

La realtà storica è che la domanda interna nipponica non è qualcosa che possa essere corretta con l’apprezzamento valutario: i giapponesi non comprano beni stranieri, nonostante siano a buon mercato e non penso che sarà questo terremoto a far cambiare loro abitudini. Detto questo, saranno i giorni a venire e i venti di guerra a dimostrarci se l’operazione blitz del G7 sarà stata giusta o si rivelerà un errore controproducente: io opto per la seconda ipotesi. E vista la situazione globale, questa volta spero davvero di sbagliarmi.

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COMMENTI
22/03/2011 - Carro davanti ai buoi (J B)

"... i cittadini giapponesi decidano di cambiare di colpo le proprie abitudini di una vita e spendano tutto in ossequio alle crescita economia, ribilanciando l’economia passando dall’export alla domanda interna...." E ci risiamo con Keynes. Spesa non significa crescita. Risparmi e produttività lo sono. Ora servono risparmi, quindi tassi di interessi più elevati e yen più forte come bene ciatato nel suo articolo. Dopo il disastro di Kobe nel '95, i giapponesi risparmiavano ancora intorno al 10%. Oggi siamo al 2%. (dati BOJ) Quindi, con uno Yen debole chi comprerà i bond che il Giappone deve vendere in modo da ricostruire la propria economia? La BOJ. Una soluzione sarebbe quella di non comprare più debito Us ed Europeo e di cominciare a scaricare i 900BN di T-bills che la BOJ ha in saccoccia. Dopo tutto, sarà stupido tenere dei dollari che continuano a svalutarsi ed a rendere nulla, no? Tutto logico verrebbe da pensare. Ma non per i keynesiani della BOJ. Auguri Giappone.