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Economia e Finanza

ALITALIA/ Le "fantasie" su Meridiana che ricordano il caso Fiat

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Il titolo di Meridiana fly da un mese a questa parte è rimasto però su una quotazione intorno agli 0,7 centesimi (riportandosi negli ultimi giorni sopra quota 0,8). Il motivo è semplice: se non sarà Alitalia, sperano gli investitori, è probabile che verrà qualcun altro a prenderla (e in molti fanno il nome di Lufthansa). La fusione tra Meridiana ed Eurofly ha infatti avuto un costo e, data la razionalizzazione di dipendenti e velivoli intrapresa, è difficile che i vertici vogliano iniettare altri liquidi nell’azienda (non credo che il cda convocato oggi per approvare il bilancio del 2010 darà indicazioni in tal senso contrarie). Anzi, i sindacati temono che dopo la “cura dimagrante” vogliano cedere marchio, tratte e aerei a un’altra compagnia.

Non dobbiamo dimenticare che Meridiana fly rappresenta il 16% del mercato interno e che il numero dei passeggeri trasportati (compresi i voli charter) nei primi nove mesi del 2010 è stato superiore a 3,7 milioni. E la “polpa” più interessante è senza dubbio costituita dalle sue rotte: Olbia e Cagliari da Linate e Fiumicino, oltre che da Parigi, Amsterdam, Mosca e Barcellona. Insomma, gli aerei pieni di turisti da portare in Costa Smeralda o a godersi le vacanze in Sardegna. Senza dimenticare le altre destinazioni tipicamente turistiche, quali Zanzibar, Mauritius, Maldive, Tenerife, Fuerteventura, Sharm el Sheikh, Mykonos e Santorini.

Ma la vera perla nel “forziere” di Meridiana fly è costituita dagli slot sulla Linate-Fiumicino (una rotta che Lufthansa, come tante altre compagnie, anela da tempo), che però non sono più stati utilizzati dall’aprile del 2009 per protestare contro la posizione dominante (98% dei voli) di Alitalia-AirOne su tale tratta (decisione che ha portato al monopolio di fatto della compagnia di bandiera).

Da quanto appena esposto si capisce bene perché in tanti si siano lasciati solleticare la mente dall’idea che Meridiana fly potesse essere una preda perfetta per Alitalia. Con questa fantomatica fusione, infatti, Colaninno e soci aumenterebbero il loro predominio sul mercato interno e potrebbero dar ulteriore impulso alla strategia di sviluppare AirOne come marchio “low cost” legato a tratte turistiche e stagionali. Inoltre, non bisogna dimenticare che per due aziende che hanno intrapreso una politica di ristrutturazione, una fusione può essere una buona occasione per rivedere ancora organico, struttura e mezzi.