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FINANZA/ 1. Così gli Usa si godono il "suicidio" dell’Europa

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Jean Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)  Jean Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

Ormai lo sanno anche i gatti della zona archeologica di Largo di Torre Argentina: alla prossima riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) i tassi direttori per l’eurozona verranno aumentati dello 0,25%. Si tratterà di un primo aumento con il quale le autorità monetarie europee daranno un segnale ai mercati; prima dell’estate, l’incremento complessivo potrebbe essere di un punto percentuale, con un sostanziale raddoppio rispetto ai livelli attuali.

La strategia di comunicazione della Bce è stata questa volta efficace: il cambiamento di rotta, da una politica monetaria “accomodante” a una restrittiva, è stato annunciato, progressivamente, da alcune settimane da esponenti del suo Comitato esecutivo in interventi ufficiosi ed è stato, quindi, già preso in conto dai mercati. Se non interverranno altri elementi, non aspettiamoci un tonfo delle Borse il 7 o l’8 aprile alla lettura del comunicato della Bce.

L’argomento di fondo dei servizi tecnici della Bce è che il tasso d’aumento dei prezzi nell’eurozona supera quel 2% l’anno definito, negli statuti dell’istituto, come il livello di soglia oltre il quale occorre intervenire. A questo punto formale, ne aggiungono uno sostanziale che illustrano con dovizia di grafici relativi ai singoli indici (di andamento dei prezzi) e a ciascuno dei 17 Stati dell’area dell’euro. Se non si intervenisse oggi con un ritocco “leggero” - avvertono - si correrebbe il rischio di doverne porre in essere uno più pesante domani. Non solo, all’Eurotower di Francoforte si auspica che nel palazzone tardo-fascista di Constitution Avenue N.W. a Washington (dove ha sede la Federal Reserve) si prenda esempio dall’Europa.

È un auspicio destinato a cadere nel vuoto, perché, a differenza di quelli della Bce, gli statuti delle autorità monetarie federali Usa pongono come obiettivo della politica della moneta non solo la stabilità dei prezzi, ma anche l’occupazione dei fattori produttivi. Con un tasso di disoccupazione pari al 9% di coloro che vogliono e possono lavorare, Constitution Avenue non è certo pronta a seguire l’Eurotower. E dobbiamo ringraziare il Cielo che non lo farà. Rischiamo di farci male da soli e di farcene ancora di più se pure gli americani adottano una politica restrittiva.


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