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NUCLEARE/ Forte: ecco perchè la moratoria ci regalerà centrali più sicure

Pubblicazione:giovedì 24 marzo 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 6 giugno 2011, 18.48

La centrale di Fukushima (Foto: ANSA) La centrale di Fukushima (Foto: ANSA)

Le radiazioni che sono andate nel mare e nell’aria a causa di tutte queste difettosità, potevano essere dimezzate se il complesso di Fukushima 2 fosse stato di 3mila anziché di 6mila megawat. E i livelli di rischio di contaminazione si sarebbero diluiti. E con siti fra loro distanti, il rischio si sarebbe molto ridotto. Ciò però complica il problema dell'individuazione dei siti. Ho elencato solo alcuni dei temi che rendono più che giustificata la moratoria e che consentono di ricavare la sicurezza massima  anche nel caso delle più drammatiche evenienze.

I costi aumenteranno, ma il prezzo dell’energia è dettato dal costo di quella  nucleare e dal costo delle energie rinnovabili, che è tendenzialmente maggiore. E quindi l’aumento del prezzo dell’energia  riporterà alla convenienza le centrali nucleari, divenute   più costose per l’incremento della sicurezza. Ma ogni tecnologia col tempo si perfeziona generando costi decrescenti. Ne sono un esempio i computer e i telefoni cellulari e le loro ibridazioni. È dunque essenziale che l’Italia si dedichi al nucleare anche per partecipare a questo progresso tecnologico. Non possiamo cullarci del solo made in Italy della moda, dell’alimentare, dell’elettromeccanica. E il settore energetico italiano è troppo concentrato sul petrolio, il gas e il carbone, che occupano il 70% dell’offerta.

Le fonti rinnovabili sono solo il 14% di idroelettricità e lo 1,6% da biomasse e rifiuti. L'1,4% l’eolica e lo 0,1% il solare. Anche le energie rinnovabili meritano grande attenzione, anche perché l’aumento del prezzo dell'energia rende conveniente un ulteriore utilizzo della idroelettricità, mentre il progresso tecnologico può portare l’energia solare e da biomasse alla convenienza economica.  



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COMMENTI
28/03/2011 - La vera domanda (Mariano Belli)

Ma al di là delle disquisizioni su tecnologie e tecniche di comunicazione, qualcuno può spiegarmi perchè i miei/nostri figli devono essere costretti a bere latte con tracce di Cesio radioattivo? (e non da oggi). E' giusto? Siamo proprio sicuri che queste tracce non possano provocare conseguenze? (non lo scrivo per provocare una inutile psicosi, ma per porre delle domande che credo tutti debbano farsi)

 
28/03/2011 - A sostegno di quanto affermavo ieri. (Mariano Belli)

Dall'IRSN francese : http://www.irsn.fr/FR/Actualites_presse/Actualites/Documents/IRSN_Bulletin4_Bilan-surveillance-environnement-France_27032011.pdf "un échantillon de mousse prélevé à Saint Pierre et Miquelon le 18 mars et des échantillons de lait prélevés à Pelussin (42), Marcouria (Guyane) et Taravao (Tahiti) présentent des traces de césium 137 correspondant à des niveaux souvent observés dans ce type de produit. Ces traces résultent en effet de la persistance dans les sols et dans les végétaux de césium 137 déposé à la suite des essais nucléaires en atmosphère et de l’accident de Tchernobyl en 1986." Tradotto : a Tahiti, in Guyana, in Canada (e quindi anche da noi!) si beve ancora oggi latte con Cesio radioattivo proveniente a suo tempo da Cernobyl. Certo, si parla di tracce, FINORA. Ma da oggi già vanno sommate le tracce di Cesio proveniente dal Giappone, per continuare con i prossimi esperimenti/incidenti/scorie ecc. Ripeto : dove vogliamo arrivare? All'estinzione?

RISPOSTA:

La Francia produce circa l'80% della propria energia tramite centrali nucleari che fabbrica su progetti, tecnologie e know-how che le sono propri. Anche per questo, a detta di molti opinionisti anche indipendenti, c'è un conflitto evidente di interessi nel diffondere notizie che più o meno direttamente facciano ritenere che le centrali prodotte da altri stati con tecnologia non francese siano meno sicure delle altre. Questo per seguire anche nei commenti (perché negli articoli già lo facciamo, come è evidente leggendo le introduzioni o le biografie degli esperti) il suo giusto suggerimento di contestualizzare le fonti. Il che certamente non scalfisce minimamente la legittimità della sua posizione sul nucleare.

 
27/03/2011 - Non sanno più a che attaccarsi (Mariano Belli)

Sono stra-d'accordo col commento precedente (John Florence). Il fatto è che non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere, soprattutto se sente intorno a sè il profumo (o la puzza?) dei soldi..... Non prevarranno! L'umanità sta rischiando l'autodistruzione (no, non sto esagerando), la cosiddetta "radioattività naturale" di cui tanto si sente parlare in questi giorni è in buona parte la sommatoria dei precedenti incidenti+scorie+esperimenti+bombardamenti nucleari che dal 1945 hanno diffuso radionuclidi nell'atmosfera che impiegheranno ancora moltissimi anni prima di decadere, e i cui effetti si stanno accumulando....fino a che punto si arriverà? Sta alla gente comune come noi fermarli, gente ignorante, spesso senza una laurea o un diploma, ma molto più ricca di buonsenso di questi folli.

 
26/03/2011 - la moratoria ci regalerà centrali più sicure? (John Florence)

la moratoria ci regalerà centrali più sicure? "Un diamante è per sempre" così recita la pubblicità...state pensando al nesso con il titolo dell'articolo? beh in un certo senso il nesso c'è. Le Centrali sono diamanti (molto care) e per sempre (le scorie e gli elementi contaminati e contaminanti a seguito del decomissioning durano per moltissimi anni). L'autore non si è accorto del dietrofront della Germania, della pressione dell'Austria contro il nucleare. A livello globale la popolazione è contraria ed anche i politici che si erano fidati delle lobby industriali e scientifiche hanno ormai capito che avevano mal riposto la loro fiducia. Il nucleare è 1) costoso: i prezzi dell'Uranio sono in crescita continua ed aumenteranno sempre di più visto che le scorte secondo dati ONU finiranno tra 50/80 anni. I costi degli impianti sono in continuo aumento perchè i criteri di sicurezza si modificano. Non conosciamo neppure i costi di decommisioning perchè ancora non esistono esempi su grandi impianti. Il mantenimento in sicurezza costerà non meno di 15000 miliardi degli attuali euro. 2) Il carburante si esaurirà quindi è una tecnologia limitata nel tempo 3) Come sostiene Rubbia non esiste sicurezza totale, ma solo probabilità e costi/benefici. Quindi smettiamola per favore di parlare di nucleare sicuro! Ci sono i rischi da cerrori umani, terrorismo, durante lo stoccaggio e trasporto dell'uranio. Per Rubbia il solare termodinamico basta per il nostro futuro, voi dubitate ancora?