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Economia e Finanza

FINANZA/ C’è una banca americana pronta a fare crac

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Ma siccome questo, come già detto, non è servito a sgonfiare il prezzo del metallo, in contemporanea JP Morgan Chase ha giocato su due tavoli. La banca d’affari, infatti, ha ottenuto in tempi record la licenza per detenere legalmente nei propri caveau oro e argento a garanzia di contratti futures trattati al Cme, la cosa strana - che sa di manovra disperata - è che normalmente per avere tale licenza sono necessari almeno 45 giorni per le verifiche dell’idoneità strutturale e contabile del richiedente: bene, Jp Morgan ha ottenuto la licenza in due giorni! Stranamente, in contemporanea scopriamo che il premio per comprare una quota dello Sprott Physical Silver Fund è ai massimi storici, chiaro segnale della fame di oro fisico fuori dai caveau degli istituti. Insomma, JP Morgan Chase, con ogni probabilità, stava per andare a zampe all’aria con le sue scommesse sull’argento.

Ma non solo JP Morgan è a forte rischio di default per i suoi contratti sull’argento, molto probabilmente anche l’ETF SLV - che ne replica fedelmente l’andamento del prezzo - è a corto d’argento, altrimenti il colosso bancario americano avrebbe preso il metallo di cui aveva bisogno proprio da lì: invece JP Morgan paga premi dal 50% all’80% ai suoi possessori di contratti sull’argento per non prendere la consegna! Insomma, c’è l’argento di carta ma non quello reale. Servirebbero un paio di avvenimenti, meglio se in contemporanea, per fare in modo che nel breve periodo l’argento continui a scendere di prezzo, facendo scottare acquirenti di materiale fisico e detentori occasionali di futures: un rafforzamento del dollaro e una buona quantità di metallo che torni disponibile sul mercato.

Veniamo quindi a come questa colossale macchinazione sull’argento, capace davvero di mandare in default la prima banca Usa, possa essere contestualizzata all’attuale guerra in Libia (a proposito, da domenica sappiamo che i ribelli detengono il petrolio e che sono pronti a commercializzarlo, ma guarda che strano!). Da mesi, i metalli preziosi sono sugli scudi e se non si tiene sotto controllo il loro prezzo, salta il banco: ovvero, non si ha più controllo sulla situazione, i tassi d’interesse diventano ingestibili, il sistema benefica più della fiducia di mercati e investitori e nemmeno la stessa valuta cartacea - il dollaro in questo caso - che potrebbe perdere definitivamente il suo ruolo di moneta rifugio, insieme ai bond in esso denominati.