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FINANZA/ C’è una banca americana pronta a fare crac

Pubblicazione:martedì 29 marzo 2011

Foto Ansa Foto Ansa

In termini più semplici, ci dice quanto denaro la Fed ha pompato nel sistema. Notate facilmente che durante la crisi finanziaria globale la Fed non è intervenuta pesantemente fino all’autunno del 2008, quando pompò circa 1 trilioni di dollari nel sistema. Notate altresì che c’è solamente un’altra occasione nella quale la base monetaria è schizzata a livello assolutamente verticale: il 26 marzo scorso. Dall’inizio del 2011 la Fed ha pompato circa 500 miliardi di dollari e non giustificate questi dati con il fatto che si tratti del programma di QE2, visto che in quel caso la base monetaria sarebbe dovuto schizzare nel 2010, non quest’anno. Si tratta del fatto che la Fed è terrorizzata per il sistema bancario Usa, al pari del 2008, anno del crollo di Lehman Brothers: c’entra qualcosa JP Morgan Chase e il suo mare di contratti futures sull’argento che non detiene, nonostante apra un caveau d’emergenza in soli due giorni? O magari quel caveau è davvero necessario, visto che del metallo fisico potrebbe arrivare a breve dalla Libia?

Una cosa è certa, prepariamoci a qualche sorpresa: non bella. Quando i grandi media cominceranno ad accorgersene e a parlarne, sarà già in pieno svolgimento: vai con lo swing, come vi dico da settimane Stati Uniti ed Europa non possono più coesistere nei loro attuali assetti sullo scenario mondiale. Forse anche la Germania si è accorta di questo, almeno così io leggo la tardiva proposta italo-tedesca per la Libia: è una guerra per il dollaro prima ancora che per il petrolio. E gli Usa non faranno prigionieri. Ecco perché la confusionaria repentinità di questa guerra, ecco perché l’atteggiamento ondivago e spacca-Europa degli Usa, ecco perché si lascia che la Siria esploda e si attende il casus belli tra Iran e Arabia Saudita (non a caso Teheran, che ha fiutato l’agguato, da giorni e giorni è silente). Tutto qui.

P.S. Brutte notizie per la Germania e le sue banche: il governo irlandese ha deciso di tagliare il debito senior di Allied Irish e Bank of Ireland, i due istituti nazionalizzati. Ecco spiegato il rendimento del bond decennale irlandese sopra il 10%! E perché? Semplice, la Banca centrale europea si è opposta al taglio del debito senior delle banche irlandesi nazionalizzate, di fatto condizionando gli aiuti per Dublino (sottoscritti dal vecchio governo) al fatto che questi venissero usati per ripagare i detentori di asset falliti. Gli aiuti europei, nei fatti, servirebbero quindi a coprire solo una parte del buco, il resto lo dovrebbero pagare i cittadini irlandesi. Che attraverso il nuovo governo hanno detto NO! Le banche francesi e tedesche, in caso l’haircut si concretizzi, si preparino a un bel bagno di sangue.



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