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Economia e Finanza

PHOTOSHOW/ La fiera conferma che agli italiani piace fare click

A Milano si è chiusa ieri l’edizione 2011 del Photoshow. DARIO BOSSI, vicepresidente Aif, fa un bilancio della manifestazione, che continua a essere apprezzata dal pubblico

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«Piena soddisfazione». Questo il commento di Dario Bossi, vicepresidente Aif (l’Associazione italiana Foto&Digital Imaging) organizzatrice, nonché proprietaria del marchio Photoshow. «L’affluenza è stata altissima, nonostante la recente tragedia che ha colpito il Giappone e manifestazioni cittadine come la Maratona di domenica 27 marzo», ha sottolineato Bossi. «I numeri parlano chiaro: l’edizione milanese del Photoshow del 2009 aveva registrato 59.000 visitatori; quella romana (un solo giorno) 55.000, questa del 2011, con 300 espositori di cui il 90% aziende nipponiche, è stata visitata da più di 65.000 tra appassionati ed addetti ai lavori. C’è stata una grande affluenza fin dal primo giorno, venerdì, nonostante gli impegni lavorativi». E non solo. «Questa edizione del Photoshow ha registrato un ulteriore salto di qualità - ha specificato Bossi - gli stand degli espositori, per contenuto e qualità, hanno dimostrato la ferma volontà delle imprese a voler andare avanti nonostante la contrazione degli investimenti e la crisi economica mondiale».

I protagonisti del Photoshow 2011 sono stati la mirror less, macchina fotografica di ultimissima generazione, i photo book, un’innovazione nel concetto di stampa delle fotografie, e ben nove mostre fotografiche, di grandissima qualità. In altre parole, il Photoshow 2011, per creatività, organizzazione, contenuto e affluenza ha confermato a pieno diritto il secondo posto nella hit parade europea delle fiere del settore. E per un motivo ben preciso: l’Italia è un Paese di grandi consumatori di prodotti legati alla fotografia.

Lo scenario nazionale - Il mercato della fotografia in Italia - con 1.250 milioni di giro di affari (divisi in 750 milioni di attrezzature e 250 milioni di sviluppo e stampa) e gli oltre 78.000 addetti tra fotografi, foto negozianti, imprese e laboratori - tira un respiro di sollievo: la crisi c’è, ma è sotto controllo. Anche il pericolo cellulari - stando ai risultati del primo Osservatorio italiano del Digital Imaging - non è da considerarsi tale. «In Italia si vendono 3milioni e 250mila macchine fotografiche, che non sono sostituite certo dai cellulari”, commenta Bossi. “È vero che i giovani usano molto il cellulare, ma si tratta della cosiddetta foto “mordi e fuggi”. Dai risultati del nostro Osservatorio emerge un dato molto interessante: gli italiani scattano molto di più, ma stampano molto di meno. Ecco perché la scelta della nostra associazione di promuovere il photo book, strumento originale e dinamico nato per trasmettere uno dei valori cardini della fotografia: la condivisione a dispetto del tempo e degli imprevisti della tecnologia».