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FINANZA/ 1. La "guerra" tra Germania e Irlanda fa tremare l’Europa

Pubblicazione:giovedì 3 marzo 2011

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

Solo che oggi, rispetto all’ottobre scorso, il rischio di andare tutti a gambe all’aria è davvero concreto. Concretissimo. E ce lo conferma il prezzo di tre commodities: oro, argento e petrolio. Il petrolio ormai genera costantemente un’aspettativa di “demand destruction” sui mercati azionari (i cali dei giorni scorsi potrebbero essere nulla, solo l’antefatto di un’inversione di tendenza ribassista drammatica), prova ne sia il fatto che la correlazione fra prezzo del petrolio e indici mondiali è diventata negativa. Normalmente il prezzo del petrolio (e in generale delle materie prime) ha una correlazione positiva con le azioni, ma quando questa correlazione si rompe, il mercato azionario comincia a scontare un serio problema per l’economia reale. Ovvero, quello della distruzione della domanda di beni e servizi a causa dei prezzi troppo alti dell’oro nero e dei suoi derivati. A confermare i rischi ci ha pensato l’altro giorno Reuters pubblicando questo grafico.

 

 

Notate come l’ultima volta che i mercati hanno cominciato ad avere una correlazione negativa con i prezzi del petrolio, sia stato poco prima del tracollo azionario del marzo 2008. A oggi il WTI Crude Usa ha già raggiunto il rapporto di correlazione con l’indice World MSCI (indice azionario mondiale) registrato prima del tonfo, circa -0,5, ora dobbiamo attendere i movimenti del Brent, vero segnalatore di rischi reali, a oggi in area -0,1. Il problema è che oggi, a differenza del passato recente, le politiche monetarie espansive hanno eliminato il concetto stesso di bene rifugio per il dollaro, portando governi e normali cittadini in ogni parte del mondo ad acquistare oro e argento fisici, non futures o Etf. La Cina, anzi i cinesi, nei primi due mesi del 2011 hanno comprato qualcosa come 200 tonnellate di oro fisico (lingotti, monete e gioielli): per dare un ordine di grandezza, l’anno scorso i cinesi hanno comprato in totale 579,5 tonnellate di oro, qui siamo a una proiezione di 1200 tonnellate circa.


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COMMENTI
04/03/2011 - EU e politiche monetarie (Antonio Servadio)

Evidentemente l'EU non è ancora Unione: di fronte ai problemi ci si comporta ancora secondo l'angusta logica dell' "ognuno per sè". Finché persiste questa miopia l'Europa intera (comprese le due Primedonne Francia e Germania) non può in alcun modo sfuggire alla progressiva marginalizzazione politica ed economica che è già in atto. Da Berlino in poi lo scenario globale sta cambiando molto rapidamente ed è ormai del tutto ridicolo pensare che giocando in ordine sparso si possano conservare gli standard attuali di qualità della vita e di benessere economico. Peraltro, l'intero teatrino è grottesco e penoso, tutti si è assoggettati a politiche finanziarie che non sono in mano ai governi, politiche mai messe in discussione: ecco le moderne Tavole della Legge. Assieme allo scientismo, ecco qua le nuove religioni d'occidente.

 
03/03/2011 - Inviterei Bottarelli a chiarire (Fabrizio Terruzzi)

insomma mi pare che si possa riassumere la situazione nel modo seguente: agli eccessi della finanza che tendono a frenare l'economia reale si risponde con un altro eccesso di finanza in direzione opposta con l'intento di stimolarla, ma più propriamente, bisognerebbe dire, di drogarla, con il risultato di alimentare ulteriormente la speculazione (vds i provvedimenti di quantitative easing). E' logico pensare che questa spirale perversa finisca in un boom apocalittico che obbligherà i governi ad affrontare davvero i problemi di fondo che la determinano. Inviterei Bottarelli a chiarire quali, a suo giudizio, essi siano e come andrebbero risolti. Mi pare comunque evidente che gli schemi culturali-economici attuali siano piuttosto obsoleti e che ci sia una sostanziale incapacità ad elaborarne di nuovi.