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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. La "guerra" tra Germania e Irlanda fa tremare l’Europa

Angela Merkel (Foto Ansa)Angela Merkel (Foto Ansa)

E che dire dell’argento, dove la Zecca Usa (US Mint) ha registrato un aumento dell’80% della vendita di metallo fisico rispetto allo scorso anno: per la precisione, dati alla mano, sappiamo che a oggi nei mesi di gennaio e febbraio 2011 sono state vendute 9,662 milioni di once di argento in monete contro le 5,642 milioni di once dei primi due mesi del 2010, un secco +71%. Il rischio, già accaduto in passato, è che la US Mint esaurisca le scorte e che alcune grandi banche, JP Morgan in testa, si trovino ad affrontare guai enormi viste le folli posizioni ribassiste che hanno aperto sull’argento e la continua crescita del prezzo dello stesso.

 

Questa volta, i signorini di Wall Street, nel tentativo di mantenere artificialmente basso il prezzo dell’argento per le loro scommesse attraverso un’attività di corner, rischiano davvero di bruciarsi le dita, visto che non esiste di fatto quasi più argento fisico a disposizione e quindi il prezzo difficilmente crollerà. Fino a oggi sono state a galla attraverso pratiche distorsive come il bombardamento sulle scadenze delle opzioni: al Comex, il mercato su cui si trattano azioni e futures sull’argento e oro, c’è infatti una strana usanza. Ovvero, mentre i futures prevedono la consegna fisica a scadenza (cioè, se hai un futures comprato a scadenza, ti obblighi a comprare una data quantità di metallo fisico), le opzioni, a scadenza, prevedono la conversione in futures. Chi possiede (ad esempio) opzioni “call in the money”, a scadenza riceve un bel contratto futures (con scadenza il mese successivo), al prezzo di sottoscrizione della call. In pratica chi aveva comprato call 30, a scadenza si è ritrovato in portafoglio un futures sull’argento pagato 30. A scadenza, quindi, il mercato “accoglie” un sacco di nuovi investitori che si ritrovano in mano dei futures dalla conversione delle loro precedenti opzioni call, gente che spesso e volentieri spera di guadagnare in fretta e, invece di vendere le call prima della scadenza, si tiene il future.

 

Sono le cosiddette “mani deboli”, la manna per le grandi banche che bombardano il mercato con un fiume di carta sicuri che le “mani deboli” venderanno e lo faranno normalmente al prezzo di conversione delle loro opzioni call come stop loss, livello di vendita predefinito in caso di calo. Il risultato è che i venditori di carta possono agevolmente ricoprirsi sfruttando la paura delle “mani deboli”, ma questo giochino non può durare in eterno, soprattutto quando il mercato tratta la carta, ma la gente e i governi comprano metalli fisici esaurendo le riserve perché non credono più a politici e finanzieri. Un bel cortocircuito globale è in arrivo, sedetevi in poltrona e godetevi lo spettacolo. Si salvi chi può.

 

P.S. Al momento in cui chiudevo e spedivo questo articolo, a New York tutti gli indici erano positivi. Quindi, precedo criticoni e detrattori, ricordando che non a caso, proprio ieri e a un’ora dall’apertura delle contrattazioni a Wall Street, per bloccare artificialmente i cali, sia intervenuto niente meno che il numero uno della Fed, Ben Bernanke, promettendo altro denaro a costo zero anche dopo il termine del secondo programma di quantitative easing. Insomma, chi dovrebbe gestire i conti, spaccia invece falso ottimismo sui mercati promettendo di stampare denaro in cantina e mantenere tassi a zero nonostante i dati macro e la realtà dei fatti. Gli effetti placebo funzionano a volte, ma per poco: vediamo, questa volta, per quanto.

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COMMENTI
04/03/2011 - EU e politiche monetarie (Antonio Servadio)

Evidentemente l'EU non è ancora Unione: di fronte ai problemi ci si comporta ancora secondo l'angusta logica dell' "ognuno per sè". Finché persiste questa miopia l'Europa intera (comprese le due Primedonne Francia e Germania) non può in alcun modo sfuggire alla progressiva marginalizzazione politica ed economica che è già in atto. Da Berlino in poi lo scenario globale sta cambiando molto rapidamente ed è ormai del tutto ridicolo pensare che giocando in ordine sparso si possano conservare gli standard attuali di qualità della vita e di benessere economico. Peraltro, l'intero teatrino è grottesco e penoso, tutti si è assoggettati a politiche finanziarie che non sono in mano ai governi, politiche mai messe in discussione: ecco le moderne Tavole della Legge. Assieme allo scientismo, ecco qua le nuove religioni d'occidente.

 
03/03/2011 - Inviterei Bottarelli a chiarire (Fabrizio Terruzzi)

insomma mi pare che si possa riassumere la situazione nel modo seguente: agli eccessi della finanza che tendono a frenare l'economia reale si risponde con un altro eccesso di finanza in direzione opposta con l'intento di stimolarla, ma più propriamente, bisognerebbe dire, di drogarla, con il risultato di alimentare ulteriormente la speculazione (vds i provvedimenti di quantitative easing). E' logico pensare che questa spirale perversa finisca in un boom apocalittico che obbligherà i governi ad affrontare davvero i problemi di fondo che la determinano. Inviterei Bottarelli a chiarire quali, a suo giudizio, essi siano e come andrebbero risolti. Mi pare comunque evidente che gli schemi culturali-economici attuali siano piuttosto obsoleti e che ci sia una sostanziale incapacità ad elaborarne di nuovi.