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FINANZA/ 2. I tre errori che bloccano l'Italia

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In base alle nuove procedure per il coordinamento delle politiche economiche, entro il 15 aprile l’Italia (come il resto dell’Eurozona) dovrà presentare simultaneamente i programmi di stabilità e i programmi di riforme. È un’innovazione importante non solo al fine di promuovere la coerenza tra le leggi di bilancio e di riforma nell’intera Eurozona, ma anche e soprattutto per fare sì che crescita economica e stabilità finanziaria siano un effettivo binomio.

 

Al momento in cui viene scritta questa nota, la legge di stabilità è stata approvata (e anche aggiornata tramite il decreto chiamato “milleproroghe”) e il Piano Nazionale di Riforma (Pnr) approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 novembre è in fase di aggiornamento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Prima della finalizzazione, Governo e Parlamento avranno “osservazioni e proposte” dal Cnel (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro).

 

Il Pnr del 5 novembre delineava riforme che avrebbero portato il tasso di aumento del Pil dal rasoterra degli ultimi tre lustri al 2% l’anno a partire dal 2013. In queste settimane, si sta congetturando una “frustata” di misure che dovrebbero portare il tasso di crescita al 3-4% l’anno dal 2013-2014.


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