BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ 2. I tre errori che bloccano l'Italia

In queste settimane si parla di misure che portino la crescita dell’Italia almeno al 2% del Pil. GIUSEPPE PENNISI ci aiuta a capire se ciò sia realisticamente possibile

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

In base alle nuove procedure per il coordinamento delle politiche economiche, entro il 15 aprile l’Italia (come il resto dell’Eurozona) dovrà presentare simultaneamente i programmi di stabilità e i programmi di riforme. È un’innovazione importante non solo al fine di promuovere la coerenza tra le leggi di bilancio e di riforma nell’intera Eurozona, ma anche e soprattutto per fare sì che crescita economica e stabilità finanziaria siano un effettivo binomio.

 

Al momento in cui viene scritta questa nota, la legge di stabilità è stata approvata (e anche aggiornata tramite il decreto chiamato “milleproroghe”) e il Piano Nazionale di Riforma (Pnr) approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 novembre è in fase di aggiornamento da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Prima della finalizzazione, Governo e Parlamento avranno “osservazioni e proposte” dal Cnel (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro).

 

Il Pnr del 5 novembre delineava riforme che avrebbero portato il tasso di aumento del Pil dal rasoterra degli ultimi tre lustri al 2% l’anno a partire dal 2013. In queste settimane, si sta congetturando una “frustata” di misure che dovrebbero portare il tasso di crescita al 3-4% l’anno dal 2013-2014.