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Economia e Finanza

FINANZA/ Un'altra Caporetto italiana si consuma in Europa

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Non vengono previste sanzioni automatiche, ma il monitoraggio è affidato al più alto livello politico (il Consiglio dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue) sulla base, però, di un’analisi tecnica annuale preparata dalla Commissione. Non si parla di altri “fattori rilevanti” (risparmio privato, indebitamento sull’interno invece che sull’estero); da ciò si deve dedurre che la proposta dell’Italia ha fatto molta meno strada di quel che si dice. Vengono aggiunti altri indicatori a quelli di macro-economia e finanza pubblica: se possiamo dire che le riforme previdenziali effettuate dal 1995 potranno metterci in futuro (non ancora oggi) in posizione comparata relativamente buona su quel fronte, siamo molto distanti dal resto dell'Ue in tema di altri indicatori di competitività, ad esempio per quanto attiene il costo del lavoro per unità di prodotto e la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione nel pubblico impiego, che dovrebbe essere “mirata a promuovere la competitività del settore privato”. Lo siamo anche nel campo dell’“apertura di comparti protetti” (si pensi alla vicenda dei taxi a Roma), nonché in materia di qualità dell’istruzione e di sforzo per la ricerca e sviluppo.

È difficile, poi, vedere come riusciremo a ridurre l’imposizione tributaria sul fattore lavoro senza aggravare ulteriormente deficit e debito o come assicurare “la sostenibilità della spesa sanitaria”. Sono tutte misure che abbiamo sottoscritto: verremo valutati sulla base di traguardi annuali e del loro raggiungimento. A quel che si sa, il Piano nazionale per le riforme (in fase di aggiornamento e atteso dal Parlamento per il 10 aprile) non sfiora affatto questi temi.


COMMENTI
03/04/2011 - coordinate dossier Ispi (Giuseppe Germinario)

non riesco a trovare il dossier da Lei citato del 28 marzo. Potrebbe indicarmi le coordinate? Cordiali saluti

RISPOSTA:

Ecco dove trovarlo http://ispinews.ispionline.it/?p=1639