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FINANZA/ 1. Così gli Stati giocano a fare gli speculatori

Pubblicazione:giovedì 31 marzo 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Questo è uno di quei pezzi che io definisco “preventivi”: ovvero, anticipa il mare di stupidaggini che un evento per ora ancora sottotraccia scatenerà a breve e le smonta. Non penso di vestire i panni di Nostradamus se vi dico che nel giro di pochi giorni qualche giornale denuncerà un colpo di coda della speculazione sui generi alimentari, gridando contro gli affamatori del mondo e chiedendo l’eliminazione dei contratti futures sulle commodities alimentari (andate a dirlo a un povero cristo di agricoltore andino che non può più coprirsi dal rischio di eventi naturali). Ipocriti e in malafede!

Non so se sapete quale sia stato il primo cosiddetto “speculatore” della storia ma, nel dubbio, ve lo dico io: Talete, come raccontato da Aristotele nella “Politica”. Eccone i passi: «Siccome, povero com’era, gli rinfacciavano l’inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un’abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n’era alcuna richiesta; quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte ricchezze e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo». Così, tanto per dimostrare ai Gino Strada o ai Giulio Tremonti di turno che le cose non sono mai così semplici e nette come sembra. Ma torniamo all’attualità.

Da ieri è ufficiale che l’Ucraina, uno dei principali esportatori al mondo di orzo, ha esteso le limitazioni sulle spedizioni di granaglie, ponendo le basi per un’ulteriore impennata dei prezzi e negando le forniture a milioni di consumatori, tra cui un milione di cammelli dei beduini sauditi. Le limitazioni all’export, estese fino al 1 luglio su annuncio del ministro dell’Agricoltura ucraino, Mykola Prysyazhnyuk, dovevano terminare oggi: detto fatto, l’Arabia Saudita, principale importatore globale di orzo, ha immediatamente avanzato richieste di fornitura ad altri paesi, tra cui l’Australia. I futures legati all’orzo trattati all’Australian Stock Exchange sono cresciuti del 51% lo scorso anno, dopo che anche la Russia aveva limitato l’export e il Canada e il Kazakistan avevano dovuto fare i conti con raccolti distrutti da siccità o inondazioni. Le condizioni meteorologiche estreme - non la speculazione - hanno portato il mese scorso a un livello record i prezzi dei generi alimentari: quindi, non è la speculazione ad affamare la gente che in Nord Africa fa la rivoluzione per il pane (buona anche questa come battuta), bensì i governi con le loro scelte protezionistiche e la meteorologia, variabile difficilmente prevedibile con certezza assoluta.


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