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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Così gli Stati giocano a fare gli speculatori

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I futures australiani sull’orzo da alimentazione sono saliti del 6,1% dall’inizio dell’anno a quota 209 dollari australiani per tonnellata, mentre quelli sull’orzo maltato, quello che serve per fare la birra, sono saliti del 42% da quando hanno cominciato a essere trattati al Liffe della Borsa di New York lo scorso maggio. Il governo ucraino ha giustificato il prolungamento delle restrizioni sull’export per tagliare i prezzi della domanda interna, visto che l’inflazione quest’anno oscillerà tra il 9% e l’11%: detto fatto, i prezzi al consumo negli Usa, a causa di questa scelta, saliranno del 2,3%. Con 41,6 milioni di ettari coltivati, pari al 69% del territorio nazionale, in grado di fornire dalle patate alle granaglie fino ai girasoli, appare quindi inspiegabile il crollo dell’export, da 5,75 milioni di tonnellate a 3,2 milioni di tonnellate, che si registrerà nell’anno che si concluderà a settembre prossimo: questa è speculazione, non i futures in sé.

Ora siete attrezzati: quando, tra qualche giorno o settimana, qualche giornale molto autorevole sparerà in apertura delle pagine di economia il solito titolo populista contro gli hedge funds avidi e affamatori, saprete come replicare alle baggianate sempre in voga tra i benpensanti. Ragionate un attimo: nell’ultimo anno e mezzo si sono registrati roghi in Russia (restrizione dell’export e distruzioni dei campi, quindi un secondo raccolto perso), alluvioni in Australia, Canada e Sud-Est asiatico, siccità devastante in Kazakistan, oltre alla riconversione di massa di campi di granturco da finalità alimentare a energetica (etanolo per biocarburanti) negli Usa: non vi sembra sufficiente a giustificare l’impennata dei prezzi in base alla vecchia regola della domanda e dell’offerta, senza scomodare il totem comunista della speculazione?

Non è colpa dei traders se i cantori dell’energia pulita preferiscono l’etanolo al granturco, perché temono il nucleare (il quale, nella storia, di morti ne ha fatti qualche centinaia di milioni in meno della denutrizione): prendetevela con gli ambientalisti-talebani se il prezzo del grano sale, non chi lavora nella City o a Wall Street. Tanto più che il mercato ha dovuto affrontare negli ultimi cinque anni anche lo shock del cambiamento di abitudine alimentare di un mercato di centinaia di milioni di persone come quello cinese, passato da una dieta quasi esclusivamente basata sui cereali a una sempre maggiormente carnivora: e si sa, il bestiame per pascolare e crescere leva spazio alle coltivazioni. Come disse George Orwell, “nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”.