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FINANZA/ 1. Così gli Stati giocano a fare gli speculatori

Pubblicazione:giovedì 31 marzo 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

P.S. Nel silenzio generale, imposto dalla guerra in Libia e dai timori per i reattori di Fukushima, la Bank of Japan ha iniettato sui mercati qualcosa come 600 miliardi di dollari in venti giorni, anche attraverso acquisti diretti in Borsa! Capite da soli che essendo il Giappone un Paese con un debito pubblico che sfiora il 200% del Pil, un deficit 2011 che si stima sarà del vicino al 9% e un sistema industriale gravemente danneggiato dalla mancanza di energia elettrica, il rischio di questa iniezione monstre di liquidità potrebbe essere il detonatore capace di far esplodere l’intero sistema valutario. Combattuta la deflazione, infatti, il Giappone si ritroverà bello bello in iperinflazione: insomma, i giapponesi detengono il 95% del debito nipponico, ma grazie alla scelta della Bank of Japan, lo yen entrerà a breve in una spirale ribassista rendendo non più proficuo per i cittadini comprare titoli di Stato. Conclusione, tassi alle stelle (dopo anni di tassi a zero ma valuta forte) o inflazione ingestibile. Il vero terremoto, forse, deve ancora arrivare.

P.S. 2 Uno studio del Fmi pubblicato due giorni fa accusa le agenzie di rating di aver contribuito all’effetto contagio della crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona. Gli economisti Rabah Arezki, Bertrand Candelon e Amadou S.R. Sy hanno messo a confronto il calendario degli annunci delle agenzie di rating con i grafici storici dei rendimenti e dei cds dei titoli di stato. Per gli studiosi, «declassare economie abbastanza ampie, a gradini che si avvicinano al livello minimo di grade investement», ha avuto un «impatto sistematico sugli altri Paesi della eurozona». In sostanza, i continui downgrade hanno giocato un ruolo nello scatenare l’effetto contagio nella crisi dei debiti
sovrani che ha colpito l’Eurozona, manifestando il potenziale che hanno notizie del genere nell’accrescere l’instabilità finanziaria. Come porre rimedio all’oligopolio e al conflitto di interesse delle tre sorelle? «La politica dovrebbe riflettere su un’eventuale riduzione del ruolo delle agenzie di rating nella regolamentazione dei mercati». Quanti mesi fa avete letto queste cose su ilsussidiario.net?



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