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FINANZA/ 2. Riuscirà l’Italia a evitare la seconda "trappola" dell’euro?

Pubblicazione:giovedì 31 marzo 2011

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Negli anni della strada verso l’euro - dal 1992 al 1999 - abbiamo fatto un aggiustamento di nove punti percentuali e mezzo del Pil; sette dal lato delle maggiori entrate e due e mezzo da quello delle minori spese (tagliando soprattutto quelle in conto capitale). I risultati li tocchiamo con mano: bassa crescita e guai ancora maggiori dopo alcuni anni dalla creazione dell’unione monetaria. Cercare di ripetere l’esperienza, cedendo alla tentazione delle varie proposte su addizionali delle imposte sul reddito delle persone e famiglie più abbienti, di imposte “sulla fortuna” alla francese, di patrimoniali secche, vorrebbe dire aggravare i problemi sul fronte della crescere, e forse scivolare in una nuova recessione, senza risolvere i nodi di fondo. Il guerriero e i suoi andrebbero in battaglia con una strategia perdente.

Le spending reviews degli anni 2006-2007 e le riduzioni lineari della spesa in atto dal 2008 hanno inciso in modo modesto. Potrebbe avere maggior mordente una programmazione per la razionalizzazione delle scelte di bilancio quale quello adottato in Francia nel 1983-87, ma non c’è né il tempo, né la qualità tecnica della pubblica amministrazione per farlo. Specialmente dopo l’effettivo smantellamento dell’Uval (Unità di valutazione tecnica della spesa) prima spostata dal ministero dell’Economia e delle Finanze a quello dello Sviluppo Economico e poi, pare, lasciata perire (dato che gli esperti a cui scadono i contratti non vengono né rinnovati, né sostituiti).


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COMMENTI
31/03/2011 - sussidiarietà regole e municipalizzate (francesco taddei)

invece di pensare a enel e finmeccanica perchè non pensiamo a regole per aste pubbliche che adottino standard di valutazione europei e adottarle per legge invece che per benevolenza del buon politico? pensiamo poi a quei buchi senza fondo che sono le municipalizzate da privatizzare con aste e regole prima citate. perchè non cerchiamo una mediazione di compromesso con le associazioni dei consumatori per la gestione del servizio idrico invece di darlo ad Acea(caltagirone) e Suez gdf (francesi)? perche nessuno mi risponde?

RISPOSTA:

Sono perfettamente d'accordo, ma occorre certamente una norma a carattere costituzionale, in quanto le attività delle municipalizzate sono nelle potestà dei Comuni (Giuseppe Pennisi)