BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

ITALIA-FRANCIA/ Forte: ecco la vera contromossa per "punire" i francesi

Il Governo sta pensando di applicare una norma che ricalchi quella francese per proteggere settori strategici dell’economia. Ma, spiega FRANCESCO FORTE, non è questa la strada giusta

La sede della Consob a Roma (Foto Imagoeconomica) La sede della Consob a Roma (Foto Imagoeconomica)

Lactalis ha il 29% di Parmalat: la multinazionale del latte e derivati francese così di fatto la controlla. Non ha interesse a lanciare un’Opa, in quanto il 29% le basta per comandarvi e integrarla nel suo gruppo. Il decreto legge varato dal governo si limita a prorogare i termini per le assemblee e quindi non genera alcuna distorsione della concorrenza, anzi ne migliora le condizioni, perché nei due mesi di tempo si può formare una cordata di operatori diversi da Lactalis, che potrebbero lanciare un’Opa su di essa. Ma il decreto legge è emendabile. E il Governo o parlamentari della maggioranza e della minoranza potrebbero introdurvi un articolo che stabilisce che la Consob o l’esecutivo possono porre il veto al controllo da parte di un soggetto estero, anche europeo, di un’impresa di interesse nazionale.

Ma ciò non sarebbe consentito dalla legislazione comunitaria. Infatti, la legislazione francese tutela l’interesse nazionale con una normativa ambigua e astuta, in cui non è presente, né direttamente, né indirettamente, il settore alimentare o il suo comparto del latte e derivati. Il Governo di Parigi intervenne a salvaguardia del gruppo lattiero Danone, in quanto esso possedeva anche delle case da gioco. E per la legge francese queste sono “di interesse nazionale”: tesi assai curiosa, in quanto il gioco d’azzardo non effettuato in case o altri siti di gioco appositamente autorizzati, viene generalmente vietato, mentre l’autorizzazione a svolgerlo comporta una sorveglianza pubblica della sua onestà. Sicché l’interesse pubblico rilevante in questo caso, cioè la tutela dell’ordine pubblico, può essere adeguatamente tutelato mediante tale vigilanza. E comunque l’esempio fatto mostra che il principio della tutela dell’interesse nazionale permette allo Stato di intervenire arbitrariamente nell’economia.


COMMENTI
31/03/2011 - siamo sempre in ritardo.... (andrea bognini)

......e l'Italia chissà perchè arriva sempre dopo gli altri!

 
31/03/2011 - morale della favola (francesco taddei)

tutto ciò ci fa capire due cose 1- esiste il dio mercato 2- questo dio premia i furbi a scapito dei deboli