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IL CASO/ Se il caro petrolio avvicina Alitalia ad Air France...

La crisi del Nord Africa si farà sentire anche sulle compagnie aeree. Alcune, tra cui Alitalia, spiega ANDREA GIURICIN, ne soffriranno più delle altre

Foto Ansa Foto Ansa

La crisi libica ha un grave impatto su molte imprese e di queste la gran parte sono italiane. Il problema tecnico della Borsa di Milano di settimana scorsa “puzza un po’”, come ha sottolineato Oscar Giannino. L’instabilità e l’incertezza sul futuro di tutti i Paesi dell’area provoca molti timori a tutte le Borse europee, ma certo non la chiusura tecnica. Lunedì scorso Piazza Affari è stata colpita da un ciclone, vista la guerra civile che si sta scatenando in Libia e la feroce repressione del regime di Gheddafi, con una caduta dell’indice di oltre il 3%.

 

Un settore che non è toccato direttamente dalla crisi, come quello energetico, ma che vede ripercuotersi gli effetti delle rivolte in atto, è il trasporto aereo. L’instabilità del Medio Oriente sta portando a un incremento repentino dei prezzi del petrolio che sono saliti settimana scorsa fino a sfiorare i 120 dollari al barile per il brent. I costi delle compagnie aeree sono estremamente legati all’andamento del prezzo del petrolio, dato che incidono per tutte le compagnie per oltre il 30% dei costi totali.

 

Air France-Klm, che è leader nel mercato del Maghreb, sta soffrendo maggiormente e nella mattinata di martedì il titolo era arrivato a perdere oltre il 5%. In questo caso, l’azienda francese, non solo ha un impatto sui lati dei costi, ma rischia di vedere una caduta drastica dei ricavi. La rivolta popolare medio-orientale (ottima per l’aumento delle libertà personali) potrebbe estendersi anche in Marocco e Algeria e questo aggraverebbe i problemi della compagnia aerea francese.

 

Il settore aereo aveva visto un buon recupero nel corso del 2010, soprattutto in termini di numero di passeggeri. La crisi che aveva colpito tutte le compagnie aeree nel 2009, con delle perdite oltre i 15 miliardi di dollari a livello globale, era stata in parte riassorbita. La crisi del 2009 era legata a due fattori: da un lato vi era stata la crescita dei prezzi del petrolio fino a settembre del 2008, che si era ripercossa nel 2009 a causa del sistema delle opzioni sul carburante; dall’altro lato era dovuta alla riduzione della domanda. Nei primi mesi del 2009, la caduta aveva superato il 30% in termini di ricavi per posto.