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SCENARIO/ 1. Bertone: così le banche tengono in scacco l'Europa

Mario Draghi e Jean Claude Trichet (Foto Imagoeconomica) Mario Draghi e Jean Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

Perché, allora, la Bce ha scelto l’aumento dei tassi? Una prima spiegazione sta nella delicata fase politica della vita comunitaria, alla vigilia del vertice che dovrà promuovere, modificare o respingere in toto le proposte della Merkel e di Sarkozy sul patto di stabilità. È facile che, alla fine, si troverà un accordo purché frau Merkel esca dal vertice con buoni argomenti da presentare ai propri elettori: un euro stabile, in via di rivalutazione, è sempre un bel biglietto da visita per un’opinione pubblica che si sente ancora orfana del marco. Ma è anche un ingrediente essenziale in un momento non meno delicato per il sistema bancario di Eurolandia.

 

Proprio oggi, forse non a caso, prende ufficialmente il via l’operazione “stress test atto II”, ovvero gli esami che il sistema bancario del vecchio Continente dovrà affrontare nei prossimi mesi. È una sorta di esame di riparazione per il sistema: nella tornata del 2010, che aveva interessato 91 istituti, c’erano stati solo sette bocciati, mentre tra i promossi figuravano le banche irlandesi destinate al profondo rosso solo poche settimane dopo i risultati. Insomma, un flop che ha intaccato la reputazione del credito dell’area euro, al contrario di quanto era successo negli Usa, dove l’esame ben più severo a cui sono state sottoposte le banche ha avuto un ruolo determinante nella ripresa di Wall Street.

 

Stavolta, insomma, è proibito sbagliare. Come ha voluto sottolineare lo stesso governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, rilevando che stavolta gli stress test dovranno possedere quattro requisiti: severità degli scenari ipotizzati; vaglio rigoroso dei risultati con una metodologia comune; piena trasparenza; pronta individuazione delle azioni di correzione. È vitale che non si facciano sconti, ovvero che le autorità di vigilanza nazionali concorrano ad applicare regole e prassi uniformi e severe. Sotto la supervisione della stessa Bce che ha già fatto sapere che un eventuale aumento del costo del denaro non comprometterà (anzi) le eventuali operazioni di intervento che possano essere richieste da un Paese: non è passata invano la lezione irlandese, quando la clemenza nei confronti dei principali istituti (pesantemente indebitati con le banche tedesche e francesi) ha rischiato di trascinare l’euro in una crisi fatale, senza ritorno.


COMMENTI
05/03/2011 - NWO (Antonio Servadio)

Chiaro, chiarissimo: un governo sovranazionale globale esiste già, certamente non è la EU, è quello in mano alla finanza.