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LA STORIA/ Da 3 a 150, quell’energia che ha "allargato" un’impresa fino in Sud America

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La centrale Hidromaule Lircay  La centrale Hidromaule Lircay

Invitato da alcuni professori e maestri che avevo all’Università di Padova, dove ho studiato ingegneria elettrotecnica, ho fatto uno stage all’estero per fare la tesi. Sono stato in Francia, in una piccola azienda che costruiva impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel tempo si è presentata l’opportunità di fare delle cooperazioni in Italia e a quel punto ho coinvolto degli amici con cui avevo fatto l’università, e insieme abbiamo iniziato a operare come società francese. Poi, insieme ad altre realtà imprenditoriali di Padova, abbiamo deciso di dar vita alla Ste Energy. Siamo partiti in tre, nel 1995, oggi il gruppo Sorgent.e ha più di 30 società e oltre 150 dipendenti, di cui una quarantina all’estero. Siamo un piccolo-medio produttore di energia rinnovabile (operiamo anche nel fotovoltaico e nell’eolico) e uno dei più importanti costruttori all’avanguardia tecnologica in questo settore, operando in tre continenti.

 

Qual è il vostro punto di forza?

 

Nel campo delle centrali mini-idroelettriche vantiamo una posizione di leadership, abbiamo delle tecnologiche particolari assolutamente all’avanguardia. Ma operiamo ad ampio spettro, dal fotovoltaico alle centrali a biomassa fino all’impiantistica tradizionale. Noi arriviamo laddove c’è bisogno di un operatore, di un general contractor che dia una soluzione a livello ingegneristico, tenendo conto di aspetti particolari come il risparmio energetico e la cogenerazione. Per esempio, in alcune valli abbiamo sviluppato sia la centrale idroelettrica che quella di riscaldamento a legna, usando poi il teleriscaldamento. Un altro punto di forza è la nostra età media, abbastanza bassa, e la volontà di coinvolgere risorse umane “fresche”, che abbiano voglia di dire la loro professionalmente e che ci aiutino a studiare sempre più nuove soluzioni.

 

Per voi l’innovazione e gli investimenti in ricerca e sviluppo sono quindi fondamentali?

 

Una delle nostre scelte di investimento principale è proprio la ricerca e sviluppo per prodotto e per progetto. Nel primo caso puntiamo su particolari applicazioni e tecnologie per sfruttare i bassi salti, con turbine di nuova generazione, mentre nel secondo ci muoviamo, soprattutto all’estero, cercando di costruire centrali che, come ho spiegato per il caso cileno, si inseriscano nel modo ecologicamente e socialmente migliore possibile.



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