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FINANZA/ 1. Perché Trichet e la Merkel ci vogliono ancora in crisi?

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Non ho usato questo esempio a caso, visto che in queste ore la Spagna sta per essere massacrata dalla Bce una seconda volta. I tassi Euribor a un anno sono schizzati di 14 punti base all’1,92% poche ore dopo che Jean-Claude Trichet ha pronunciato le parole “forte vigilanza”: la Bce dovrebbe sapere che la stragrande maggioranza dei mutui spagnoli sono prezzati al tasso Euribor a un anno. I proprietari di casa intenzionati a rinegoziare il mutuo a marzo, saranno colpiti immediatamente e mese dopo mese le ondate si susseguiranno, colpendo le banche e le casse di risparmio, quelle cajas salvate dal governo, ma ancora anello debolissimo del sistema creditizio nazionale.

 

Non a caso, nel silenzio generale della stampa europea, molti giornali madrileni cominciano a pubblicare editoriali con titoli del genere: “Processate Trichet”, “Lasciamo subito l’Ue” e “Creiamo una moneta per il sud”. Tutti i torti non li hanno, cosa ne pensate? Tanto più che il governo spagnolo sta facendo quanto richiesto: dimezzare il suo deficit a doppia cifra, purgare il sistema delle cajas (a differenza di Berlino con le Landesbanken) e aumentare l’export a un tasso molto maggiore di Italia e Francia: peccato che questo potrebbe non bastare a salvarla dalla stupidità seriale della Bce, la quale sta agendo ora esattamente come la Merkel fece lo scorso ottobre. Allora la Cancelliera sancì la morte dell’Irlanda parlando di tagli dei rendimenti per i creditori, oggi Francoforte sta per lanciare una granata sui periferici subito prima del vertice Ue che dovrebbe decidere del futuro del sistema di salvataggio europeo.

 

Fino al mese scorso, Trichet negava la necessità di alzare i tassi visto che a suo modo di vedere l’inflazione era «contenuta». Certo, da allora abbiamo conosciuto rivolte in Medio Oriente, la perdita di 1 milione di barili al giorno di sweet crude libico e un aumento del prezzo del Brent, il problema è che pur essendo questa situazione drammatica, non è inflazionaria in sé. Siamo all’errore in stile anni Settanta, ovvero la vulgata che vedeva lo shock petrolifero creato dallo Yom Kippur come causa dell’inflazione monstre: peccato che la causa reale fu la crescita fuori controllo dell’afflusso di denaro, la spesa americana per il Vietnam e le politiche occidentali di ultra-stimolo. Era una situazione data dalla domanda, non dallo shock nella fornitura.


COMMENTI
09/03/2011 - Abolire le banche centrali (J B)

Le banche centrali sono il problema ed andrebbero abolite assieme alla riserva frazionaria ed al monopolio dello stato sulla moneta. Finchè non verrà compresa la domanda fondamentale "che cosa è il denaro" non se ne esce. Se i governi dei Piigs avessero la possibilità di ritornare alla loro moneta, farebbero cioò che hanno sempre fatto: i mercantilisti. Ovvero, favorirebbero l'export a fronte di uno svilimento della lora loro moneta. Quindi massima distruzione delle ricchezza a favore dei soliti pochi. Mettiamocelo in testa: dal ginepraio dove le banche centrali ed i nostri politici alla ricerca di soldi facili per promesse elettorali non mantenibili ci hanno messo non se ne esce. (salvo l'arrivo di qualche invenzione fondamentale tipo fusione fredda che darebbe al sistema marcio qualche decade o più di sopravvivenza). Siamo nella fase "up" del commodity pendulum, politiche monetarie o meno. Quando i cinesi faranno rivalutare lo Yuan liberamente (per ora hanno anche loro dei keynesiani nelle stanze dei bottoni che logicamente sbagliano tutto) è game over per l'occidente, partendo dagli US. Per noi occidentali, la cura passa da tagli draconiani alla spesa pubblica ed alle imposte da far sembrare quanto visto fino ad ora una passeggiata. Meglio augurarsi un default salutare che faccia da purga. In Italia speriamo poi, otturandosi debitamente il naso, che quando il default arriverà, la Lega costituirà un governo del nord e le altre regioni faranno uguale