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FINANZA/ 1. Perché Trichet e la Merkel ci vogliono ancora in crisi?

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Non c’è nulla, oggi, che la Bce possa fare senza fare danno, tantomeno alzare i tassi in un momento in cui in Spagna, come in Irlanda e come in Italia, si stanno compiendo congelamenti salariali e tagli draconiani, mentre in Germania la IG Metall ha ottenuto il via libera a un aumento salariale del 3,5%, questa sì la possibile via per restringere il gap di competitività tra Nord e Sud dell’Europa senza gettare un’ondata deflazionaria sui salari dell’area mediterranea. Sono giorni fondamentali per il nostro futuro, quelli che stiamo vivendo.

 

E non mi riferisco alla buffonata fatta ieri da Moody’s di tagliare di tre notch il rating della Grecia, di fatto valutandola come la Bolivia: la Grecia è in bancarotta, cerchiamo di farcene una ragione e, oltretutto, è politicamente fuori controllo, visto che la gente si rifiuta di pagare i pedaggi, i biglietti sui mezzi pubblici, le multe, i parcheggi. Siamo alle soglie dell’anarchia a due ore di volo da Roma ma nessuno dice niente e ci si occupa di Moody’s: allo stato attuale, nessun rating relativo alla Grecia superiore a D è credibile. La realtà è questa. E se l’Irlanda intende ottenere a ogni costo, ivi compresa l’arma nucleare del taglio dei rendimenti, la rinegoziazione dei tassi d’interesse del prestito Ue-Fmi, il Portogallo sta affogando.

 

Le obbligazioni lusitane, infatti, hanno raggiunto il rendimento del 7%, soglia che poche settimane dopo il suo raggiungimento vide Grecia e Irlanda costrette ad accedere al piano salva-Stati.

 


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COMMENTI
09/03/2011 - Abolire le banche centrali (J B)

Le banche centrali sono il problema ed andrebbero abolite assieme alla riserva frazionaria ed al monopolio dello stato sulla moneta. Finchè non verrà compresa la domanda fondamentale "che cosa è il denaro" non se ne esce. Se i governi dei Piigs avessero la possibilità di ritornare alla loro moneta, farebbero cioò che hanno sempre fatto: i mercantilisti. Ovvero, favorirebbero l'export a fronte di uno svilimento della lora loro moneta. Quindi massima distruzione delle ricchezza a favore dei soliti pochi. Mettiamocelo in testa: dal ginepraio dove le banche centrali ed i nostri politici alla ricerca di soldi facili per promesse elettorali non mantenibili ci hanno messo non se ne esce. (salvo l'arrivo di qualche invenzione fondamentale tipo fusione fredda che darebbe al sistema marcio qualche decade o più di sopravvivenza). Siamo nella fase "up" del commodity pendulum, politiche monetarie o meno. Quando i cinesi faranno rivalutare lo Yuan liberamente (per ora hanno anche loro dei keynesiani nelle stanze dei bottoni che logicamente sbagliano tutto) è game over per l'occidente, partendo dagli US. Per noi occidentali, la cura passa da tagli draconiani alla spesa pubblica ed alle imposte da far sembrare quanto visto fino ad ora una passeggiata. Meglio augurarsi un default salutare che faccia da purga. In Italia speriamo poi, otturandosi debitamente il naso, che quando il default arriverà, la Lega costituirà un governo del nord e le altre regioni faranno uguale