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FINANZA/ 2. Le nuove mosse della guerra Della Valle-Geronzi

Pubblicazione:martedì 8 marzo 2011

La sede di Generali a Trieste (Foto Imagoeconomica) La sede di Generali a Trieste (Foto Imagoeconomica)

Cosa chiede Della Valle e perchè? Sostanzialmente chiede trasparenza di ruoli, funzioni e responsabilità. In questo, metodologicamente, ha ragione. Secondo lo statuto, alle Generali il presidente non conta sostanzialmente nulla: ha funzioni di rappresentanza e coordinamento metolodogico del lavoro degli organi societari, ma non ha alcuna voce in capitolo nel merito delle decisioni. Di qui la tesi di Della Valle: il presidente stia al posto suo, e quindi si astenga dal prendere decisioni e tentare di imporle a coloro cui competono.

 

Già: peccato, però, che se questa polemica viene mossa da un semplice consigliere d'amministrazione come Della Valle e non da chi sarebbe esposto a questi asseriti tentativi di coartazione messi in atto da Geronzi, e cioè da Perissinotto, ne deriva che o la polemica è infondata oppure Perissinotto non è capace di farsi valere da solo, e in quest'ultima ipotesi come mai potrà un manager incapace a difendere il perimetro delle proprie competenze guidare un colosso da 400 miliardi di euro di investimenti?

 

E infatti la sensazione è che questa polemica - paradossalmente - nasca da (e insieme nasconda) un problema di potere ben diverso. Intanto, chi conosce e apprezza Della Valle sa che il suo carattere è impetuoso, ama dire quello che pensa, non è ricattabile perchè non ha debiti e da tempo è convinto che Geronzi incarni un modo di vedere la finanza inadatto a quel che richiedono oggi i mercati finanziari. Torto o ragione che abbia, è la sua opinione, che da sola non conta molto, ma ha deciso di esprimere - con toni anche discutibilmente aggressivi e certo inusuali - prendendosene le responsabilità.


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