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FINANZA/ 1. Bertone: le "pagelle" alle banche che possono bocciare l'Italia

Pubblicazione:venerdì 1 aprile 2011

La Borsa di Milano (Imagoeconomica) La Borsa di Milano (Imagoeconomica)

Ma questo ci conduce al problema essenziale: senza banche in salute, l’economia italiana, tra le più bancocentriche del pianeta, non va da nessuna parte. Ma, di riflesso, il cattivo stato dell’economia, che non cresce o comunque cresce meno delle altre, si riflette sullo stato di salute delle banche. Oggi, a complicare la vita degli istituti di credito, contribuisce infatti più che in passato il ritorno del rischio-Paese che fa sì che le banche italiane, anche le più efficienti, debbano pagare più di 70 punti base la provvista sui mercati all’ingrosso di quelle tedesche. Insomma, anche in questo caso, per le imprese industriali come per le banche, il problema chiave è la crescita complessiva dell’economia.

Non ha senso chiedersi se i quattrini da destinare alle banche serviranno o meno a dare una boccata d’ossigeno alle imprese: in una situazione generale così asfittica, il rischio è di soffocare tutti assieme. Ben venga, perciò, una stagione di aumenti di capitale. Purché il sistema sappia riconoscere agli azionisti, vecchi e nuovi, la redditività che un prossimo aumento dei tassi potrebbe consentire. Ma sappia anche comunicare in maniera corretta le sue necessità e le strategie di crescita. Cosa che vale per le banche, ma anche per le imprese.

Quando un’idea è buona, le banche fanno la fila per finanziarla”, dichiara a La Stampa l’ad di Amplifon Franco Moscetti, che ha appena completato lo sbarco in Oceania attingendo a prestiti presso il sistema. Purtroppo, le idee buone non sono così numerose.



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