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VOLONTARIATO/ Vittadini, l'intervento: importanza, natura, problemi e prospettive

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Un operaio (Foto: ANSA)  Un operaio (Foto: ANSA)

2) ORIGINE DEL VOLONTARIATO

Cercherò di rispondere a queste domande considerando ciò che riguarda il nostro Paese.

L'acquisizione molto recente del termine “volontariato” nel dibattito sociale ed economico in Italia può indurre a pensare che si tratti di un fenomeno di recente formazione, magari nato con la legge del 1991 o "importato" da oltre oceano. In ltalia il fenomeno ha invece origini molto antiche in tutte le culture, cattolica, socialista, liberale.

“Il mondo cristiano, fin dalla tarda antichità, dà vita a un sistema assistenziale basato su una risposta al bisogno gratuita e al tempo stesso di natura associativa, che traduce una pratica diffusa all’interno delle comunità e che dalla caritas evangelica, nella riflessione patristica, fa derivare per la prima volta uno ius hospitalitatis a tutti riconosciuto.

Fin dall’ultimo periodo imperiale e poi nel primo Medioevo, si realizza un “sistema di carità” quale sintesi di istituzioni in larga misura libere e autogestite, sostenute dalla decisione personale e volontaria di chi sceglie di dedicarsi al servizio ospedaliero o di far parte di un’associazione elemosiniera”. […] …vengono fondate numerose strutture permanenti di accoglienza, con il nome di xenodochia e quindi sempre più spesso di hospitalia, in genere lungo le reti viarie e nei pressi di monasteri, residenze episcopali, sedi plebane, in un contesto nel quale i centri urbani rivestono minore importanza. Per quanto non manchi l’aspetto della cura, in esse si pratica un ricovero largamente indifferenziato, rivolto anche ad anziani poveri, invalidi, malati cronici” (Bressan).

Dal movimento operaio socialista si svilupparono, alla fine del 1700, le Società di mutuo soccorso, nate come associazioni volontarie con lo scopo di migliorare le condizioni materiali e morali dei ceti lavoratori. “Ebbero un modello storico probabilmente derivato dai "collegia opificum" (associazioni di artigiani) della Roma antica, le quali rappresentarono una forma intelligente di organizzazione proletaria per affrontare i disagi dovuti a malattie, invalidità, guerre, povertà e vecchiaia, e costituirono nel contempo una protezione per diverse categorie professionali, esercenti in epoca imperiale, prima del declino barbarico”.

Dalla cultura laica liberale, nasce invece, ad esempio, la Società Umanitaria, una delle più importanti istituzioni di Milano. “Ente morale, è nata nel 1893 grazie al lascito testamentario di Moisè Loria, mecenate milanese di origine mantovana, che dava all’aggettivo “umanitaria” non il senso di semplice assistenza e beneficenza, ma l’assistenza mediante lo studio, l’istruzione, il lavoro. Uno statuto che allora si imponeva per una differenza sostanziale rispetto a quei tempi: perché l’assistenza ai più deboli, nel pieno rispetto della loro dignità, doveva porsi non come una caritatevole elemosina, bensì spingendoli ad elevarsi da soli ricercando i propri valori intellettuali ed umani, grazie all’impegno individuale posto negli studi, nell’istruzione e nel lavoro”.

Se antica è la sua origine quale è la natura profonda del volontariato?

 




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